La Nuova Ferrara

Le denunce

Riva del Po, bloccata la banda di ladri

Annarita Bova
Riva del Po, bloccata la banda di ladri

I carabinieri denunciano tre persone dopo pedinamenti e sequestri, il covo in Veneto

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Ro Li hanno seguiti, pedinati e visti mentre si vestivano di nero e si coprivano il viso e le mani. E alla fine li hanno fermati. Una banda di ladri a tutti gli effetti che nascondeva in casa ogni sorta di refurtiva. Un servizio di controllo del territorio volto alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, condotto dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Castelmassa, ha portato alla denuncia di tre persone: si tratta di un italiano e due albanesi.

Le ipotesi

Gli stessi sono stati infatti denunciati alla Procura della Repubblica di Ferrara, stando all’ipotesi accusatoria, per il reato di tentato furto in abitazione, aggravato ed in concorso, commesso a Ro; per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli alla Procura della Repubblica di Rovigo mentre il solo uomo italiano è stato segnalato, sempre alla Procura della Repubblica di Rovigo, per ricettazione.

L’operazione

L’attività ha visto i militari impegnati in un pedinamento e in una complessa serie di accertamenti al confine tra le province di Ferrara e Rovigo.

I carabinieri hanno intercettato a Occhiobello un’auto sospetta, un’Audi A4 station wagon di colore grigio, e hanno iniziato a pedinarla. Il veicolo, dopo una breve sosta nei pressi di un capannone industriale, ha ripreso la marcia varcando il confine con la provincia di Ferrara. Il personale del Norm, ritenendo sospetto l’atteggiamento degli occupanti del veicolo li ha seguiti a distanza. Giunti nel comune di Ro Ferrarese, l’auto ha accostato per pochi istanti consentendo la discesa di due uomini vestiti di scuro che, con il volto travisato, si sono rapidamente dileguati tra le abitazioni, mentre il conducente si è allontanato in direzione di Polesella.
 

Qualche minuto più tardi la locale centrale operativa ha ricevuto la segnalazione di un tentato un furto aggravato all’interno di un’abitazione di Ro, durante il quale l’effrazione ha innescato il sistema di allarme fumogeno, costringendo i malviventi a una precipitosa fuga.
 

Nel frattempo, il controllo a distanza, continuato dai militari di Castelmassa, ha permesso di intercettare il passaggio del veicolo sospetto che ha fatto ritorno in territorio ferrarese. L’autovettura, a Riva del Po, ha recuperato i due individui, notati oltretutto per via degli indumenti e delle scarpe visibilmente sporchi di fango. Sempre a distanza, i militari hanno quindi ripreso il pedinamento, seguendo la macchina fino ad Occhiobello, dove si è fermata nuovamente davanti allo stabile in cui si era fermata inizialmente. Qui i carabinieri sono intervenuti bloccando i tre occupanti del mezzo e sottoponendoli perquisizione personale. Questa, terminata con esito positivo, ha permesso di rinvenire sui due passeggeri arnesi da scasso, torce, guanti e due ricetrasmittenti, ovvero un equipaggiamento tipicamente utilizzato per i reati contro il patrimonio che è stato posto sotto sequestro penale.

Accertato che il soggetto italiano, conducente del veicolo, era anche in possesso delle chiavi dell’edificio, le operazioni di ricerca sono state estese anche ai locali.

In casa

All’interno della struttura i carabinieri hanno rinvenuto numerosi monili in oro e una bicicletta, del cui possesso l’uomo non ha saputo fornire spiegazioni o dimostrarne la proprietà.

Pertanto, ritenendo plausibile che gli oggetti potessero essere provento di reato, gli operanti li hanno posti sotto sequestro, per ricercarne i legittimi proprietari. L’attività di polizia giudiziaria di perquisizione e sequestro svolta dai carabinieri a Occhiobello è stata poi convalidata dalla Procura della Repubblica di Rovigo. Al termine delle operazioni i tre uomini sono stati condotti in caserma a Castelmassa all’interno della quale, dopo essere stati fotosegnalati, sono stati quindi denunciati alla Procura di Ferrara per il tentato furto commesso a Ro Ferrarese, e alla Procura di Rovigo per il possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli, ed il solo cittadino italiano, titolato ad accedere nello stabile in cui sono stati rinvenuti i monili e la bici, per ricettazione. 

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