La Nuova Ferrara

Il caso

«Fatemi rivedere le mie sorelle», l’appello dopo il tentato omicidio al Doro di Ferrara

Daniele Oppo
«Fatemi rivedere le mie sorelle», l’appello dopo il tentato omicidio al Doro di Ferrara

Parla Raland, il fratello delle quattro figlie della donna di 40 anni che ha aggredito la coinquilina a colpi di martello. Il ragazzo: «Non riesco a contattarle»

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Ferrara «Nessuno mi ha chiamato, non so nulla di loro. Non mi rispondono, nemmeno ai messaggi che mando ai cellulari delle ragazze più grandi. Non voglio perdere le mie sorelle, mi mancano. Sono preoccupato, non riesco più a dormire».

L’appello

Raland ha 26 anni ed è il fratello delle quattro figlie della donna di 40 anni che lunedì mattina ha aggredito la coinquilina a colpi di martello ed è stata sottoposta a fermo dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Il padre delle ragazze, che Raland condivide con loro, era morto nel settembre del 2022 ad Argenta, colpito da un malore fatale ad appena 36 anni mentre era in sella alla propria bicicletta in via Delle Canove e stava andando al lavoro. Raland vive per conto proprio, ma qualche mattina accompagna una delle sorelline a scuola perché anche la madre lavora. «È una buona persona, non so cosa sia successo – dice riferendosi alla donna – . Ma è troppo grave, non va bene quello che ha fatto». Oggi, però, la sua preoccupazione è tutta per le sorelle. «Non voglio perderle», ripete, lanciando attraverso il giornale un appello affinché gli venga consentito di rivederle o almeno di poter parlare con loro.

Le indagini

Mentre il fratello chiede notizie delle minori, sul fronte investigativo la Squadra mobile ha proseguito martedì gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nell’appartamento di via Salvador Allende. La donna ferita, una sessantenne, ha riportato fratture al cranio, a una mano e a una costola. Non è mai stata in pericolo di vita, ma la gravità delle lesioni riportate e le zone del corpo raggiunte dai colpi di martello hanno portato la Procura a qualificare i fatti come un tentato omicidio. Rispetto alle prime informazioni emerse nelle ore successive all’aggressione, sarebbe inoltre risultato inferiore il numero dei colpi sferrati rispetto ai quindici inizialmente ipotizzati. La vittima presentava comunque numerosi segni di contusione.

La quarantenne sottoposta a fermo è assistita dall’avvocato Massimo Cipolla. Oggi potrebbe svolgersi l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Peraro, un primo vaglio dell’autorità giudiziaria sul provvedimento adottato dalla Procura. Potrebbe essere anche l’occasione per la donna di fornire la propria versione dei fatti, spiegare cosa abbia portato all’aggressione e chiarire la natura dei rapporti con la coinquilina.

L’aggressione è avvenuta all’interno di un appartamento al civico 119 di via Allende, al confine tra i quartieri Doro e Barco. Si tratta di un immobile della cooperativa Castello, gestito dalla cooperativa Azioni nell’ambito di un progetto di reinserimento sociale sviluppato insieme all’Azienda servizi alla persona del Comune di Ferrara. Il progetto, denominato Housing First, punta a restituire autonomia a persone che vivono situazioni di forte disagio sociale ed economico e che sono già seguite dai servizi sociali, anche attraverso formule di convivenza pensate per favorire il supporto reciproco, affiancate da attività di tutoraggio e accompagnamento curate dalla cooperativa.

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