La Nuova Ferrara

Il caso

Martellate alla coinquilina, parla la donna indagata per tentato omicidio: «Mi ha spinto e ho reagito»

Daniele Oppo
Martellate alla coinquilina, parla la donna indagata per tentato omicidio: «Mi ha spinto e ho reagito»

La ricostruzione dei fatti della 40enne che ha aggredito la coinquilina di 60 anni nella casa al quartiere Doro di Ferrara

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Ferrara Rapporti tesi da mesi, un litigio e due spintoni che l’avrebbero fatta cadere a terra. Sarebbe questo, secondo la versione fornita dall’indagata al giudice, il contesto nel quale è maturata l’aggressione alla coinquilina sessantenne. La quarantenne accusata di tentato omicidio ha risposto ieri alle domande del gip, fornendo la propria ricostruzione dei fatti. Al momento in cui scriviamo il giudice non ha ancora sciolto la riserva.

Riqualificazione dell’accusa

«La mia assistita – spiega l’avvocato Massimo Cipolla, che la difende – ha subito, fin dall’ingresso della signora nell’abitazione, comportamenti volti a sollecitarne l’allontanamento. La condotta, secondo il suo racconto, è culminata in due spinte che l’hanno fatta cadere a terra e alle quali ha reagito, ma non con la gravità descritta nell’immediatezza dei fatti». La difesa ha inoltre chiesto una riqualificazione dell’accusa da tentato omicidio a lesioni gravi.

La ricostruzione

Secondo quanto riferito dall’indagata, domenica 28 giugno era rientrata nell’appartamento di via Allende dopo alcune settimane trascorse altrove con le figlie. Mentre sistemava un mobile della propria stanza utilizzando un martello, la coinquilina l’avrebbe rimproverata e invitata ad andarsene. Da lì sarebbe scaturito il litigio. La quarantenne sostiene di essere stata spinta due volte e di avere reagito colpendola con il martello tre volte, raggiungendola alla testa, al busto e a una mano. La sessantenne ha riportato la frattura del cranio, di una costola e di una mano. Non coincidono le versioni sull’orario dei fatti: l’indagata colloca l’episodio poco dopo le 20, mentre la persona offesa lo fa risalire attorno alla mezzanotte. In ogni caso, verso l’una di notte la quarantenne si è presentata in un albergo davanti alla stazione ferroviaria insieme alle quattro figlie. Da lì, alcune ore più tardi, ha chiamato il numero di emergenza per riferire quanto accaduto.

Polizia di Stato e personale del 118 sono intervenuti intorno alle 4 del mattino, trovando la sessantenne chiusa nella propria stanza. Secondo quanto emerso, avrebbe anche spostato il frigorifero che teneva in camera davanti alla porta per impedirne l’apertura. Agli investigatori avrebbe poi spiegato di non avere chiesto aiuto per il timore che la coinquilina fosse ancora nelle vicinanze.

Il quadro delineato dalle testimonianze raccolte finora è quello di una convivenza difficile, segnata da tensioni e contrasti che andavano avanti da tempo. La quarantenne abitava nell’alloggio da circa un anno; la sessantenne vi era stata inserita a gennaio nell’ambito del progetto Asp “Housing First”. Proprio i rapporti tra le due donne rappresentano uno degli aspetti sui quali gli investigatori stanno concentrando gli approfondimenti per ricostruire quanto accaduto nell’appartamento di via Allende.

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