La Nuova Ferrara

La polemica

Italo Balbo divide ancora Ferrara: un abisso tra Sala Estense e piazza

Antonio J. Palermo
Italo Balbo divide ancora Ferrara: un abisso tra Sala Estense e piazza

L’apertura del Festival delle Città identitarie e il presidio degli antifascisti

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Ferrara Una città, due piazze, due eventi contemporanei legati dalla stessa persona, dallo stesso nome, con due visioni diverse della stessa figura. Da una parte la Sala Estense, sold out per la prima serata del Festival delle Città identitarie, spostata al chiuso per il maltempo della notte e della mattinata. Dall’altra piazza Trento e Trieste, dove alcune centinaia di persone (senza numeri ufficiali diffusi da alcuna delle parti) tra sigle sindacali, partiti di sinistra e associazionismo ferrarese hanno dato vita a un presidio contro la scelta di inserire nel cartellone Italo Balbo, quadrumviro della Marcia su Roma ma anche governatore della Libia, ministro dell’Aeronautica e trasvolatore atlantico.

La serata di apertura della manifestazione ha ripercorso sul palco il filo che lega Lucrezia Borgia, Balbo e Michelangelo Antonioni, con la conduzione del direttore del festival Edoardo Sylos Labini, accompagnato dal presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri. Proprio la presenza di Balbo nel programma aveva acceso settimane di polemiche, con prese di posizione di Pd, M5s, Legacoop Estense e della stessa Arcidiocesi di Ferrara, culminate in una mozione, poi bocciata, con cui la minoranza in Consiglio comunale chiedeva di far uscire Ferrara dalla Fondazione Città Identitarie.

In teatro

Bruno Guerri non si è sottratto al tema, affrontandolo direttamente dal palco: durante il periodo squadrista, ha detto, Balbo «ha pestato duro a Ferrara e ha vinto, cosa che non gli si perdona». Lo storico ha ribadito la condanna «assoluta» dello squadrismo e del fascismo, invitando però a guardare «il bilancio generale» della figura e il suo contributo alla nascita dell’aviazione civile: «È assurdo pensare che un governo che ha un potere assoluto per vent’anni non faccia qualcosa di buono, anche per sbaglio». Bruno Guerri ha chiuso ricordando il proprio legame con la città, dove visse alcuni mesi da ragazzo scrivendo un libro su Balbo.

Il vicesindaco Alessandro Balboni ha scelto di rispondere alle polemiche proprio con il dato della sala piena: «La risposta migliore è il sold out. La Sala Estense è stata totalmente gremita, con gente costretta a tornare a casa per mancanza di posti». Per Balboni questo dimostrerebbe che «tanti ferraresi hanno capito che era un appuntamento non ideologico, non politico, ma culturale e storico».

In piazza

Di segno opposto la lettura di chi si è ritrovato in piazza. Per l’Anpi provinciale, il cui presidente è Roberto Cassoli, la figura di Balbo viene presentata dal festival in modo «problematico», poi lo definisce «uno degli ideatori dello squadrismo», anche nell’uso propagandistico della trasvolata oceanica, e ricorda il ruolo avuto a Ferrara nel farne teatro delle violenze squadriste contro le sedi del movimento dei lavoratori.

Tra i manifestanti anche alcuni militanti del Fronte della Gioventù Comunista, secondo cui Balbo fu «un ministro del governo fascista e prima di allora un picchiatore di lavoratori»: hanno collegato il tema a un contesto più ampio di attacchi ai diritti sindacali, fino a paragonarlo ad altre figure politiche più attuali in tema di repressione.

Da un lato dunque la sala piena, convinta di aver assistito a un evento culturale e non politico; dall’altro chi in piazza vi ha letto un tentativo di sdoganamento di una figura controversa del Novecento. Il dibattito, complici le prossime tre serate del festival in programma fino a domenica, è destinato a proseguire. 

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