La Nuova Ferrara

La tragedia

Ro piange Matteo Fabbri, chi era il 22enne morto nel canale a Canaro

Ro piange Matteo Fabbri, chi era il 22enne morto nel canale a Canaro

Da poco lavorava per un’azienda dentro la Berco. Il calcio la sua passione

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Canaro Un fulmine a ciel sereno. Nella notte fra domenica e lunedì ha perso la vita Matteo Fabbri di Ro, 22 anni compiuti lo scorso 23 giugno. Il giovane calciatore è finito con la propria auto dentro il canale Poazzo, in via Guglielmo Oberdan a Canaro. Una strada e un territorio che il giovane conosceva, anche perché aveva molti amici nel Rodigino. Alle 3 circa di ieri notte, i vigili del fuoco del comando di Rovigo sono intervenuti a Canaro per il recupero di un’autovettura finita all’interno del corso d’acqua. Giunte sul posto, le squadre hanno trovato il veicolo ribaltato nel canale. Con l’ausilio dell’autogru è stato recuperato il veicolo e, durante le operazioni, all’interno dell’abitacolo è stato rinvenuto il corpo senza vita del giovane di Ro. Sul posto è intervenuto anche il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Vicenza, che ha effettuato un’accurata perlustrazione dell’intera area interessata dal sinistro, escludendo la presenza di altre persone coinvolte nell’incidente. Sul posto anche il personale sanitario del 118 e i carabinieri della Compagnia di Castelmassa, per gli adempimenti di competenza e per dare il doloroso annuncio alla famiglia del 22enne. Le operazioni di soccorso e recupero dell’auto si sono concluse dopo circa quattro ore.

Calcio e famiglia

Matteo lascia la mamma Anna, libraia da Giunti alle Mura, il papà Marco dipendente Berco, e il fratello minore Alessandro. Per Matteo era il calcio la grande passione, presa da papà Marco, per anni ala destra della Roese fra Seconda e Prima categoria. Matteo ha giocato nelle giovanili fra Polesella, Copparo e Lendinara, poi non ha avuto continuità, giocando comunque in diverse prime squadre. Nel 2022 si tesserò a Guarda, mentre l’anno dopo era nella Giovane Italia Polesella promossa dalla Terza alla Seconda categoria, poi un anno di stop e nell’ultimo campionato l’inizio al Canalbianco in Terza categoria e poi il ritorno a Polesella, disputando però pochissime partite. «Ma aveva voglia di tornare a giocare in modo continuativo – ci racconta Luca Albieri, ex calciatore professionista originario di Ro -; lo avevo visto di recente e mi aveva chiesto di andarlo a vedere nel torneo disputato a Formignana. Il papà Marco è un amico di famiglia e Matteo era un bravo ragazzo e ottimo giocatore, una mezzala mancina di qualità. Lo ricordo promettente già alle giovanili della Copparese, adesso mi diceva che si era sistemato con il lavoro e voleva tornare a impegnarsi nel calcio… che tragedia».

Lavoro e amici

Matteo da alcuni mesi lavorava per un’azienda che ha un appalto dentro la Berco, la stessa fabbrica copparese dove da anni lavora il padre. Lo ricorda bene Nicola Girotti, direttore generale della storica società sportiva di Polesella: «La notizia è arrivata presto questa mattina (ieri, ndr), non ci credevamo ma poi è arrivata la conferma e ci ha raggelato… Era ormai uno di famiglia, è stato da noi sia da giovane che in anni successivi, tre campionati fa e nell’ultimo seppur con poche presenze. Di recente ci aveva chiesto se poteva rimanere un’altra stagione, anche solo per giocare nel campo di calcio a 5 presente nel nostro impianto sportivo. Non era un ragazzo espansivo, in campo subiva un po’ la pressione dei compagni più vecchi e questo lo limitava nonostante le qualità. Ma nella vita di tutti i giorni era bravissimo, rispettoso e capitava spesso di vederlo in giro per Polesella, dove aveva diversi amici».

Lo ricordano bene a Guarda, dove aveva anche giocato nel recente torneo: «Iniziò la stagione da noi nel 2022 - conferma il dirigente Liviano Palmonari -, giocò poche partite a inizio stagione ma dimostrò di avere delle qualità. Di recente la mamma mi disse che voleva tornare in campo, che tragedia...». E lo conosceva il tecnico del Guarda, Giancarlo Ferri, ex responsabile delle giovanili della Copparese: «Che brutta notizia... Matteo amava il calcio, era tesserato nelle giovanili a Copparo ed era un calciatore di qualità, oltre che un bravo ragazzo». Una candela, il segno del lutto su sfondo nero e poche parole per Daniela Simoni, prima cittadina di Riva del Po: “Sto pensando che in questi ultimi due anni le tragedie non hanno risparmiato la nostra comunità. Riva del Po tutta ora deve stringersi molto forte”.  

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