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Ferrara, installati nuovi campi da padel: rinasce l’area dell’ex Palaspecchi

Matteo Ferrati
Ferrara, installati nuovi campi da padel: rinasce l’area dell’ex Palaspecchi

Il vicesindaco Balboni: «Vicini alla completa riqualificazione»

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Ferrara Fino a qualche tempo fa era uno spazio da non frequentare, oggi ci si può giocare a padel grazie ai tre nuovi campi installati. Proseguono i lavori di riqualificazione nell’ex area del Palazzo degli specchi, luogo che per anni è stato tra i simboli più rappresentativi in Italia di degrado e cattiva gestione del patrimonio pubblico.

Qui, nella zona sud ovest di Ferrara, negli anni Novanta il progetto prometteva benessere e sviluppo: con i suoi 50mila metri quadrati di edifici riflettenti, il complesso avrebbe dovuto ospitare attività commerciali e abitazioni. Nulla di tutto ciò si è avverato fino al 2018, quando la giunta Tagliani ha inaugurato, dopo un anno di cantiere, le Corti di Medoro: 161 appartamenti di “cohousing” gestiti da Acer e destinati a studenti e famiglie a canone d’affitto calmierato.

La giunta Fabbri ha poi preso il testimone, proseguendo l’azione di rinascita dell’area. Diversi negozi hanno aperto nelle Corti e nel 2023 la Polizia locale ha qui inaugurato la sede, portando maggiore sicurezza e controllo.

Oggi, con la rigenerazione anche degli spazi aperti e dell’area per attività sportive, a fare il punto degli interventi è il vicesindaco Alessandro Balboni. «La rigenerazione prevede da una parte il completamento e il recupero quasi ultimato dell’ultima palazzina che affaccia su via Beethoven, un ex edificio con funzione direzionale che ora andrà ad ospitare 53 alloggi di residenza sociale – spiega il vicesindaco, con delega a Opere pubbliche, Infrastrutture e Rigenerazione urbana –. Molto interessante è poi tutta la parte sul retro, un’area che per anni ha vissuto un forte degrado e abbandono. Grazie al nostro progetto, è stata resa un’oasi verde».

Demoliti i palazzi di nessun pregio, sono stati infatti realizzati piste ciclopedonali, spazi verdi all’aperto e una zona dedicata allo sport e a stile di vita sano, con tre nuovi campi da padel. «Oltre a ciò, lì sarà realizzato anche il nuovo skate park, destinato a sport rotellistici come skateboard e pattinaggio – prosegue Balboni –. Quest’ultimo doveva essere realizzato in via Caretti, ma con il secondo mandato della Giunta Fabbri abbiamo modificato il progetto, proprio per valorizzare le Corti di Medoro».

Sono iniziati in questi giorni anche i lavori di sottofondo dell’area basket e presto inizieranno le operazioni di stesura delle resine nell’area padel. Contestualmente, verranno installate le attrezzature sportive e la pavimentazione in gomma anti-trauma nell’area giochi. 

Lo skate park sarà ovviamente ad ingresso libero e gratuito, anche nel rispetto dell’indole e dei valori dello skateboard. Ma come saranno gestiti questi tre campi da padel? Per ora nulla ancora è stato deciso, anche perché saranno resi definitivamente fruibili da settembre: l’idea generica sarebbe quella di realizzare un bando tramite cui affidare la gestione a terzi, lasciando però qualche tempo ai cittadini per poter giocare liberamente.

A livello economico, la quasi completata rigenerazione è stata possibile grazie all’intercettazione di 15 milioni di euro finanziati dal Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), nato dal Governo nel 2019 per rigenerare spazi degradati e programma che è poi stato riassorbito all’interno del Pnrr. Di fatto, dunque, si tratta di 15 milioni di euro di fondi Pnrr, a cui sono stati aggiunti contributi del Comune.

Nello specifico degli interventi qui trattati, la riqualificazione dell’area per le attività sportive è stata resa possibile grazie ad un finanziamento complessivo di quasi 1,9 milioni di euro, di cui circa 1,6 di fondi Pnrr e 300mila euro di fondi Comunali. Mentre per il parcheggio e verde pubblici e gli spazi urbani aperti sono stati utilizzati 6,5 milioni di euro totalmente finanziati da Pnrr.

«Il Palaspecchi era una delle ferite aperte di Ferrara. Nacque sotto il recentemente scomparso Roberto Soffritti (era lui sindaco quando, poco dopo l’ultimazione, il complesso dal valore stimato di 500 miliardi di lire fu sequestrato viste le connivenze mafiose del committente, l’imprenditore catanese Gaetano Graci, vicino a Cosa Nostra e Nitto Santapaola, ndr) e sono serviti 30 anni di lavori per colmare questo buco nero nel tessuto urbano – conclude Alessandro Balboni –. Oggi è invece un esempio positivo di come, con la giusta motivazione e impegno, si possano recuperare risorse importanti per interventi pensati per migliorare la qualità della vita delle persone che vivono in zone critiche». 

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