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Il fatto

Messaggio contro Anselmo, indagato il sindaco di Ferrara Alan Fabbri

Daniele Oppo
Messaggio contro Anselmo, indagato il sindaco di Ferrara Alan Fabbri

Aperta l’inchiesta per violenza o minaccia a corpo politico dello Stato e per diffamazione aggravata. Fabbri aveva lasciato in consiglio comunale un’agenzia che riportava la notizia dell’arresto del figlio di Anselmo per detenzione di stupefacenti

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Ferrara Il sindaco Alan Fabbri è indagato per violenza o minaccia a corpo politico dello Stato e per diffamazione aggravata. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Longhi, riguarda il messaggio lasciato sui banchi dell’opposizione e indirizzato al consigliere comunale Fabio Anselmo durante la seduta di Consiglio comunale di fine maggio dedicata alla discussione sull’incidente stradale che aveva coinvolto il primo cittadino e l’ex assessora Francesca Savini.

Il fascicolo nasce dalla denuncia presentata dallo stesso Anselmo, che dopo l’episodio aveva lasciato l’aula per recarsi in questura. La Digos aveva avviato immediatamente gli accertamenti, convocando come persone informate dei fatti i consiglieri comunali Enrico Segala, Matteo Proto e Davide Nanni. I tre avevano assistito al passaggio del sindaco e avevano letto il contenuto del foglio lasciato sui banchi dell’opposizione: una stampa di un’agenzia Ansa del 2021 che riportava la notizia dell’arresto del figlio di Anselmo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Una vicenda non poco dolorosa per l’avvocato ed estranea all’attività politica del consigliere comunale.

Secondo Anselmo, quel gesto costituiva un tentativo di intimidirlo e di ostacolarne l’attività istituzionale, in risposta alle domande rivolte al sindaco sulla vicenda dell’incidente stradale che aveva portato alle dimissioni di Savini. L’ex assessora era risultata alla guida del veicolo con un tasso alcolemico di 1,5 grammi per litro, tre volte oltre il limite consentito dalla legge, mentre Fabbri viaggiava come passeggero.

Lo scontro politico era maturato proprio attorno a quella vicenda. Rispondendo a un question time presentato da Marzia Marchi (M5S), Fabbri aveva sostenuto che «non esiste alcuna correlazione accertata tra il sinistro e l’esito dell’alcoltest» e che Savini «appariva in condizioni idonee alla guida». Il sindaco aveva inoltre definito l’accaduto una vicenda di natura strettamente privata, priva di implicazioni politiche. L’assessora, tuttavia, aveva rassegnato le dimissioni subito dopo la pubblicazione della notizia dell’incidente, avvenuta cinque giorni dopo i fatti.

Anselmo aveva presentato una mozione di censura nei confronti del sindaco, chiedendone anche le dimissioni e contestandogli «la mancata prevenzione del rischio, il ritardo nella comunicazione pubblica della vicenda e la mancata assunzione di responsabilità politiche e istituzionali». Durante quel confronto Fabbri aveva lasciato il foglio sul banco dell’opposizione. 
Dopo l’annuncio della denuncia, il sindaco aveva inoltre rivendicato pubblicamente il gesto con un post su Facebook. «Anselmo ha chiesto come mai non mi fossi accorto che l’assessore non fosse in grado di guidare. Quindi allo stesso modo è lecito chiedersi come mai lui, da padre, non si fosse mai accorto di avere un figlio con frequentazioni e comportamenti discutibili», aveva scritto. Aggiungendo poi che «quando si decide di trasformare il dolore e le vicende personali in strumenti di lotta politica, bisognerebbe ricordarsi che quella lama può ferire chiunque».

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