La Nuova Ferrara

Sanità

Ferrara, i nuovi medici di base sono introvabili

Corrado Magnoni
Ferrara, i nuovi medici di base sono introvabili

Coperti solo sette incarichi su 110 messi a bando dall’Asl. Nel mirino le condizioni contrattuali e il nuovo ruolo unico

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara Sette incarichi assegnati su 110 messi a bando dall’Asl di Ferrara per i medici di medicina generale. Un risultato ben al di sotto delle aspettative, che conferma la crescente difficoltà nel reperire nuovi medici di famiglia e alimenta le preoccupazioni dei sindacati. Il dato ferrarese si inserisce in un quadro regionale altrettanto critico: in Emilia-Romagna sono coperti 178 sui 1.442 posti disponibili.
 

Per Claudio Casaroli, segretario provinciale Fimmg, il numero dei nuovi ingressi è addirittura inferiore a quanto possa sembrare. «Dei sette medici che hanno accettato l’incarico, quattro erano già stati inseriti nelle medicine di gruppo. Le vere novità sono quindi soltanto tre», spiega.

Secondo Casaroli il problema non riguarda solo Ferrara ma tutto il sistema sanitario regionale. Il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale individua le cause soprattutto nelle condizioni contrattuali. «Stiamo lavorando all’accordo locale cercando di costruire condizioni di inserimento favorevoli, ma non abbiamo ancora nulla di concreto da offrire a chi deve iniziare da zero». Proprio questo, secondo Casaroli, fa la differenza. «I quattro medici già inseriti nelle medicine di gruppo hanno la certezza di trovare un’attività già avviata. Ma chi parte da zero deve costruirsi tutto e inevitabilmente impiega molto più tempo».
 

Ancora più severa l’analisi di Riccardo Vaccari, presidente provinciale Snami: «Siamo sotto il 20% di copertura dei posti messi a bando dall’Asl di Ferrara. È la conferma che i nuovi contratti nazionali e regionali stanno rendendo sempre meno attrattiva la professione del medico di medicina generale».

Il dato del capoluogo è emblematico. «A Ferrara erano stati messi a bando oltre 40 incarichi e ne è stato assegnato soltanto uno», sottolinea, evidenziando come le difficoltà non riguardino solo le sedi periferiche o montane. Per il sindacato molti giovani medici stanno scegliendo strade diverse: «Sempre meno persone intraprendono il percorso della medicina generale. Molti preferiscono riprovare il concorso per una scuola di specializzazione oppure orientarsi verso il privato». Tra i principali fattori di disaffezione c’è il cosiddetto ruolo unico introdotto dalle nuove regole. «Oggi chi entra nella medicina generale deve garantire contemporaneamente un’attività oraria e di ambulatorio». Una situazione che, secondo Vaccari, potrebbe coinvolgere anche chi è già in servizio. «I medici convenzionati prima del 2025 possono ancora tenere separate le due attività, ma il nuovo Accordo collettivo nazionale introduce comunque l’obbligo di svolgere attività oraria quando l’azienda è in carenza di personale. È una delle ragioni che sta svuotando la medicina generale». Per Snami il risultato del bando non è una sorpresa: «Ce lo aspettavamo che, con queste condizioni, quasi nessuno avrebbe accettato gli incarichi e così è stato. Il sistema va ripensato». Il sindacato annuncia ora un confronto con la struttura nazionale per valutare le iniziative da intraprendere.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google