La Nuova Ferrara

Il processo

Ferrara, tre appelli contro le condanne per l’omicidio del Big Town

Daniele Oppo
Ferrara, tre appelli contro le condanne per l’omicidio del Big Town

Presentati dalle difese del barista Mauro Di Gaetano e del padre Giuseppe condannati in primo grado a 28 anni di reclusione

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Ferrara Tre atti d’appello per chiedere la riforma della sentenza con la quale la Corte d’Assise di Ferrara ha condannato Giuseppe e Mauro Di Gaetano a 28 anni di carcere per l’omicidio di Davide Buzzi e il tentato omicidio di Lorenzo Piccinini, avvenuti la notte del 1º settembre del 2023 al bar Big Town di via Bologna.
 

A presentarli sono stati gli avvocati Stefano Scafidi e Giulia Zerpelloni in difesa di Giuseppe Di Gaetano e gli avvocati Michele Ciaccia e Gabriele Bordoni per il figlio Mauro Di Gaetano, che del bar era il titolare e che era l’obiettivo che Davide Buzzi voleva colpire, perché lo incolpava per la morte del suo figliastro Edoardo Bovini, deceduto qualche settimana prima davanti al locale dopo l’assunzione di cocaina.
 

La decisione dell’Assise era stata da subito contestata dalle difese, che hanno ritenuto eccessivo l’ammontare della pena, ma già nel corso delle diverse udienze si è assistito a una certa tensione tra le stesse difese e la Corte, soprattutto sulla necessità di far entrare nel processo l’antefatto dell’omicidio, ovvero le minacce e l’estorsione perpetrata da Buzzi nei confronti di Mauro Di Gaetano nei giorni precedenti.
 

Gli atti d’appello, pur nelle loro specificità hanno dei tratti in comune nell’avanzare le contestazioni alla sentenza della Corte d’Assise di Ferrara.
 

La più centrale è quella relativa all’esclusione del pregresso. Tutti e tre gli atti contestano l’ordinanza con cui la Corte ha rigettato quasi tutte le prove sui fatti precedenti alla notte dell’omicidio (la morte di Edoardo Bovini, le aggressioni di Buzzi a Ben Khaled Hamza – reo di aver lasciato dei commenti sui social poco rispettosi della vittima – e al giovane che aveva venduto la cocaina a Bovini). Per questo chiedono la rinnovazione dell’istruttoria.

Secondo gli appellanti i giudici ferraresi hanno anche mal interpretato i video della telecamera di sorveglianza del locale e ricostruito gli eventi in modo «parcellizzato», omettendo elementi chiave per le difese: il gesto di Buzzi sul tappo della tanica contenente gasolio e con la quale aveva minacciato di bruciare il locale, l’aggressione di Buzzi a Mauro nel “punto cieco” della telecamera, le impronte sulla tanica non rilevabili per assenza di un campione di confronto di Buzzi.

Le difese chiedono poi che venga considerata la legittima difesa (anche domiciliare e putativa), esclusa in primo grado, oppure di valutare un eccesso colposo scusabile per “grave turbamento”, l’insussistenza del dolo omicidiario e dell’aggravante della crudeltà (con richiamo, in tutti e tre, al precedente Turetta. Ancora, chiedono la concessione dell’attenuante della provocazione, negata dalla Corte per presunta sproporzione, che le difese ritengono invece sussistente. Contestata, infine, la pena eccessiva e la mancata individualizzazione della stessa in base ai ruoli avuti dagli imputati nel verificarsi dei fatti. 

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