Sere d’estate nel Duomo di Modena, ogni sabato visite fino a mezzanotte
Per tre mesi, dal 25 luglio al 31 ottobre, apertura straordinaria gratuita dalle 21 anche negli spazi solitamente a pagamento. In programma anche momenti musicali a cura della Cappella Musicale
MODENA. Un’occasione per riscoprire uno dei simboli più importanti della città in un’atmosfera insolita, lontana dalla luce del giorno e dal ritmo quotidiano del centro storico. Fino al 31 ottobre, ogni sabato sera il Duomo di Modena rimarrà aperto dalle 21 a mezzanotte, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di visitare gratuitamente la Cattedrale e accedere anche al presbiterio e alla sagrestia, spazi che normalmente sono visitabili soltanto con biglietto.
Le visite gratuite di sera
L’iniziativa, promossa con il sostegno del Comune di Modena, si inserisce nel programma estivo di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino e punta a offrire una modalità diversa di fruizione di uno dei monumenti più rappresentativi del territorio. L’apertura serale consente di vivere il Duomo in un momento della giornata particolarmente suggestivo, quando il silenzio e le luci soffuse contribuiscono a esaltarne la bellezza architettonica.
L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le opportunità per i visitatori che scelgono Modena durante i mesi estivi, dall’altro invitare gli stessi modenesi a tornare a frequentare e conoscere più da vicino un luogo che rappresenta una parte fondamentale della storia e dell’identità cittadina. La scelta di estendere gli orari di accesso nelle ore serali risponde inoltre all’esigenza di distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici nelle giornate di maggiore affluenza, offrendo un’alternativa alle visite nelle ore centrali della giornata. Passeggiare all’interno della Cattedrale di sera permette di cogliere dettagli spesso meno evidenti durante il giorno: la profondità delle navate, il ritmo delle arcate romaniche, il gioco di chiaroscuri che accompagna il visitatore fino all’area presbiteriale. Un’esperienza che, grazie all’apertura straordinaria della sagrestia, offre la possibilità di scoprire anche ambienti normalmente meno accessibili e di approfondire la conoscenza del complesso monumentale.
A rendere ancora più coinvolgenti alcune delle aperture serali sarà anche la musica. È infatti in fase di definizione un calendario di appuntamenti dedicati all’ascolto dell’organo, curati dalla Cappella Musicale del Duomo, con l’obiettivo di arricchire l’esperienza della visita attraverso il dialogo tra arte, spiritualità e tradizione musicale. Soddisfazione da parte di monsignor Giuliano Gazzetti, arciprete del Capitolo della Cattedrale, che sottolinea il gradimento già riscontrato nelle aperture serali. «Da diverso tempo la nostra cattedrale rimane aperta nelle serate del sabato, ospitando cittadini e visitatori che manifestano un grande stupore e plauso nel poter aggiungere alla passeggiata serale nel centro storico l’opportunità di vedere l’interno del Duomo che li accoglie, quasi a simboleggiare, per chi si trova a visitare Modena, l’accoglienza di tutta una città».
La storia del Duomo di Modena
Il Duomo rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura romanica europea e dal 1997 è inserito, insieme alla Torre Ghirlandina e a Piazza Grande, nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dell’Unesco. La sua costruzione ebbe inizio il 9 giugno 1099, grazie alla partecipazione congiunta delle diverse componenti della comunità modenese, religiosa e civile, che contribuirono alla realizzazione di quello che sarebbe diventato il principale simbolo della città. Dedicata a Santa Maria Assunta, la Cattedrale custodisce le reliquie di San Geminiano, patrono di Modena, morto nel 397 e traslato nel nuovo edificio nel 1106. Alla sua realizzazione lavorarono figure destinate a lasciare un segno nella storia dell’arte medievale come l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo, autori di un progetto che seppe fondere tradizione classica e innovazione. Il cantiere proseguì poi nei secoli successivi grazie al contributo dei Maestri Campionesi, fino a dare forma a quel complesso monumentale che ancora oggi continua a stupire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
