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Sicurezza

I 147 occhi elettronici a Ferrara: così cambierà la sorveglianza

Daniele Oppo
I 147 occhi elettronici a Ferrara: così cambierà la sorveglianza

Telecamere, Ai e biometria: le nuove norme al vaglio

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Ferrara Sono 147 gli occhi elettronici che osservano Ferrara. Dalle telecamere installate lungo le principali vie di accesso alla città a quelle che sorvegliano piazze, quartieri, periferie e aree industriali, fino ai dispositivi recentemente acquisiti attorno allo stadio Mazza. Oggi registrano immagini e supportano l’attività delle forze dell’ordine. Il dibattito esploso in Parlamento sul decreto che applica l’Ai Act europeo riguarda però il loro possibile futuro: l’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale e identificazione biometrica capaci di riconoscere e confrontare volti.

La questione si è accesa con l’esame dello schema di decreto legislativo che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Le opposizioni accusano il Governo di accelerare su un tema che tocca privacy, libertà personali e sorveglianza tecnologica, sfruttando le tensioni generate sia nella manifestazione in piazza a Bologna dopo la morte di Fakir che in Val di Susa, con gli atti di sabotaggio e le violente manifestazioni No Tav.

L’Ai Act non vieta in modo assoluto il riconoscimento biometrico. Consente agli Stati membri di autorizzarlo in casi eccezionali e sottoposti a controlli rigorosi.

Il primo nodo è l’articolo 8, che permette l’identificazione biometrica remota in tempo reale per prevenire attacchi terroristici, salvaguardare l’incolumità delle persone e cercare persone scomparse o vittime di gravi reati. È prevista l’autorizzazione preventiva dell’autorità giudiziaria, ma in casi urgenti il sistema può essere attivato subito, con richiesta di convalida entro 24 ore. Ed è proprio questa procedura straordinaria a concentrare molte delle critiche. Per il Governo si tratta di una misura indispensabile per reagire a situazioni eccezionali. Per i critici rappresenta invece il punto in cui il controllo preventivo dell’autorità giudiziaria rischia di indebolirsi.

Ancora più delicato, secondo diversi osservatori, è l’articolo 10 sul riconoscimento facciale “a posteriori”. In questo caso le immagini vengono registrate normalmente e analizzate successivamente per identificare presunti autori di reati. In presenza di particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica, il decreto consente inoltre la memorizzazione di dati biometrici e informazioni identificative delle persone che accedono a determinati luoghi o eventi. Per esempio, in occasione di un grande evento sportivo potrebbe essere costituito un database temporaneo contenente dati biometrici e informazioni identificative delle persone che accedono all’impianto. Se successivamente venisse commesso un reato, le immagini registrate potrebbero essere sottoposte a confronto biometrico per risalire all’identità del presunto responsabile.

Per i sostenitori si tratta di uno strumento investigativo efficace e molto potente; per le associazioni che si occupano di diritti digitali rischia invece di tradursi nella creazione di archivi biometrici temporanei di cittadini non sospettati di alcun illecito. E resta inoltre aperta la questione dell’effettiva cancellazione dei dati una volta decorso il termine di conservazione previsto dalla normativa.

Le telecamere a Ferrara

Ferrara, secondo i dati forniti dall’assessorato comunale alla Sicurezza, oggi conta su una rete di 147 telecamere collegate attraverso l’infrastruttura in fibra ottica dell’ente. Tra queste figurano circa 30 telecamere Dome installate nell’area dello stadio Mazza, circa 70 apparati riconducibili al sistema Arteco e una cinquantina di telecamere Tia a visione panoramica. Le immagini sono già oggi trasmesse in tempo reale alle centrali operative delle forze dell’ordine.

Le telecamere Dome sono dispositivi orientabili a 360 gradi e controllabili direttamente dagli operatori. Le telecamere del sistema Arteco consentono attività avanzate di gestione e analisi video. Le Tia utilizzano invece quattro ottiche ad alta definizione per monitorare contemporaneamente tutto ciò che accade attorno al dispositivo senza punti ciechi.

Nessuna di queste telecamere risulta attualmente operare come sistema di riconoscimento facciale automatizzato. Tuttavia costituiscono già oggi l’infrastruttura tecnologica sulla quale, almeno in teoria, potrebbero essere innestati in futuro strumenti di analisi biometrica che sfruttano l’intelligenza artificiale previsti dal nuovo quadro normativo

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