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Ferrara pioniera del Bancomat, ma ora prelevare è un’impresa

Fabio Terminali
Ferrara pioniera del Bancomat, ma ora prelevare è un’impresa

Sempre meno gli Atm in città, intere zone ne sono sguarnite

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Ferrara Inserire la carta, digitare il codice segreto e ritirare le banconote. Quello che per decenni è stato un gesto quotidiano e banale si sta trasformando in una corsa a ostacoli. Gli sportelli Bancomat sono ormai pochi e in netta, inarrestabile diminuzione. Il paradosso, quasi uno schiaffo alla memoria, è che proprio la nostra città fu la culla italiana dell’innovazione: nel 1976 la Cassa di Risparmio di Ferrara installò il primo Bancomat in Italia, all’interno della sede centrale di corso Giovecca, di fianco allo scalone monumentale; era controllato da un operatore che ne verificava periodicamente il buon funzionamento, il carico e la sostituzione del rotolo. Un amarcord che lascia sul volto non solo un sorriso nostalgico. Allora lo sportello automatico rappresentava il futuro, la promessa di un accesso al denaro più semplice e immediato. Mezzo secolo dopo, quel futuro arretra: gli Atm spariscono, le distanze aumentano e un servizio nato per avvicinare la banca ai cittadini rischia di lasciarne indietro una parte sempre più fragile.

Basta fare due passi in città per rendersi conto della situazione. Se nel cuore del centro storico la situazione resiste anche grazie alla forte vocazione turistica – qui sopravvivono presidi come quelli di Intesa Sanpaolo in corso Porta Reno, UniCredit in corso Martiri della Libertà e Bper in corso Giovecca – basta allontanarsi di poco per toccare con mano il problema. Muovendosi lungo l'asse che collega la stazione ferroviaria al centro, le opzioni si riducono drasticamente all’area self-service di UniCredit e agli sportelli di Banco Bpm e Bper Banca dislocati in viale Cavour. La carenza si fa ancora più critica spostandosi nella prima periferia o nelle frazioni, dove interi quartieri residenziali si ritrovano privati dell’unico punto di prelievo disponibile. Nella zona sud, le ultime alternative fisiche rimaste sono affidate a Credem e UniCredit in via Bologna, oltre agli Atm di Bper presenti al centro commerciale Il Castello. Ancora peggio nella zona nord della città, dove nella sostanza l’unico riferimento è all'interno del centro commerciale Le Mura in via Copparo.

Certo, non va trascurato il fatto che prelevare al Bancomat è un comportamento sempre meno frequente. È la rivoluzione tecnologica che avanza a rendere il gesto quasi superfluo. La carta di credito fa capolino ovunque. I motivi dietro a questo “addio al contante” sono noti: la spinta forzata verso la digitalizzazione, l’uso dell’home banking e la diffusione dei pagamenti contactless via smartphone. Tuttavia, la transizione digitale non sta avvenendo alla stessa velocità per tutti. A pagare il prezzo più alto è la popolazione più anziana, meno avvezza alle applicazioni e ai canali web.

Su quello che è un trend nazionale, incide naturalmente il fenomeno della cosiddetta desertificazione bancaria, accelerata dal fatto che i grandi gruppi rilevando gli storici istituti locali – di scuola il caso Bper-Carife dopo il crac di quest’ultima – hanno tagliato i costi di gestione sfoltendo il personale e la rete delle filiali fisiche. Di riflesso, anche gli Atm esterni collegati a quelle agenzie sono stati spenti o rimossi definitivamente. Una tendenza che pare impossibile da invertire, e tanti saluti al passato. 

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