Comacchio, Antonio Romagnoli si dimette da assessore al Turismo
La decisione presa a meno di due mesi dall’insediamento del Consiglio comunale
Comacchio Antonio Romagnoli si è dimesso da assessore al Turismo di Comacchio. La decisione presa a meno di due mesi dall’insediamento del Consiglio comunale. Giovedì sera ha partecipato alla storica regata di San Cassiano e stamane, alla vigilia di Ferragosto, ha affidato alla sua pagina Facebook l’annuncio delle dimissioni.
“A chi mi ha sostenuto, a chi deve guardare al futuro”, inizia così il post di Romagnoli. Poi prosegue: “Non tutte le decisioni giuste sono scelte facili. Rimetto il mio mandato di assessore nelle mani del Sindaco, perché ritengo che incarichi come Turismo, Promozione del Territorio, Ambiente, Lavori Pubblici, Infrastrutture e viabilità, non possano essere concentrati su un'unica persona, soprattutto quando riguardano un territorio vasto e complesso come Comacchio, Valli e Lidi. Non lo faccio per polemica. Non lo faccio contro qualcuno. Lo faccio per coerenza e per senso di responsabilità”.
Competenze operative
"Credo infatti che esista una difficoltà oggettiva, anche sul piano della percezione pubblica: la stessa persona chiamata a promuovere il territorio, raccontarne il valore, l’identità e la bellezza, non può essere contemporaneamente il volto amministrativo chiamato a gestirne le criticità più esposte, come il degrado urbano, le emergenze quotidiane, gli sviluppi progettuali attuali e futuri, su un territorio che si estende su una superficie di circa 300km quadrati, suddiviso in tre macro aree, valli, entroterra e lidi. Sono ambiti importanti, ma profondamente diversi. Da una parte – sottolinea Romagnoli – occorre costruire fiducia, attrattività e immagine positiva della destinazione; dall’altra occorre affrontare problemi complessi, molti dei quali anche ereditati, che richiedono strumenti, tempi, competenze operative e una gestione dedicata”.
Fiducia
E spiega: "Sono fisicamente impossibilitato a gestire tutto insieme, si rischia di rendere meno efficace ogni singola delega e di creare un cortocircuito comunicativo e amministrativo che, a mio avviso, non deve avvenire. Ci sono deleghe che, per essere affrontate seriamente, richiedono tempo, presenza, struttura e piena sostenibilità operativa. Sognavo il turismo, la promozione del territorio, però con questo carico di macro deleghe, non potrei dedicarmi a questo settore con metodo, mettendo in campo idee, capacità, risorse, visione Rinunciare a qualcosa per cui si è lottato non è un passo facile e non è nemmeno un passo indietro. A volte è l’unico modo per rispettare davvero il valore di quel ruolo. Ringrazio il Sindaco per la fiducia accordata e tutte le persone che sapranno comprendere questa decisione con equilibrio e buon senso”.
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