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Jackpot da record, i sogni e il buonsenso dei ferraresi: ecco cosa farebbero

Giovanna Greta, Azzurra Pasquali
Jackpot da record, i sogni e il buonsenso dei ferraresi: ecco cosa farebbero

Viaggi, auto e solidarietà con la maxi vincita al Superenalotto

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Ferrara Il jackpot del Superenalotto continua a salire, siamo a quota 208,5 milioni e in vista dell’estrazione del giovedì, ieri abbiamo raccolto i commenti tabaccai e cittadini. Il periodo non è dei migliori per le tabaccherie della città, che con il centro deserto per la settimana di ferragosto, ci riferiscono che la clientela è pressoché la stessa, con la differenza però che quelli che entrano solitamente per acquistare sigarette, giornali e altri prodotti, tentano la fortuna comprando una schedina. Abbiamo poi chiesto ad alcune persone se giocassero abitualmente, se, sapendo dell’alto Jackpot fossero invogliate a tentare la vittoria e cosa farebbero con i soldi di un’eventuale vincita. Federica, in vacanza a Ferrara, dice di non giocare abitualmente e di non essere particolarmente persuasa a farlo dall’alta cifra. Ma se dovesse vincere farebbe donazioni agli ospedali pediatrici e ad associazioni che si occupano di donne malate di tumore.

Il gioco d’azzardo non invoglia nemmeno Salvatore e Vittorio, tassisti della città; ma mentre il primo non si farebbe convincere dal montepremi, il secondo afferma di voler tentare la sorte. Salvatore ci dice che con quei soldi farebbe del bene e si toglierebbe qualche “sfizio”, ma mai cambierebbe la sua vita attuale abbandonando il lavoro. Vittorio concorda pienamente con le parole del collega: si concederebbe qualche viaggio e sistemerebbe la famiglia, ma la sua vita rimarrebbe quella che è. Sembra che questa scelta condivisa vada quasi contro l’immaginario comune del Jackpot: diventare milionari, non sarebbe sufficiente a fargli cambiare il loro stile di vita.

Di seguito l’opinione di un giocatore occasionale che ha preferito rimanere anonimo e che ci esprime la sua perplessità riguardo la grande differenza, che andrebbe eliminata, tra il terzo, il quarto, il quinto e il sesto Jackpot. Se vincesse però userebbe i soldi per concedersi una vita agiata, sistemare la sua famiglia e i suoi nipoti e certamente per fare qualche donazione. Abbiamo poi sentito Marco, che come altri, non gioca e anche sapendo dell’alta posta in gioco non tenterebbe. Se ottenesse la vittoria in parte li investirebbe e con il resto si godrebbe viaggi in comodità. Secondo Erika, Anna, Laura e Francesca, un gruppo di amiche in vacanza, giocare porterebbe solamente a un’inutile spesa, come sintetizzano con una battuta, «perché la sfortuna ci vede sempre molto bene». In caso di vittoria l’intero gruppo si trova d’accordo nel spendere l’ingente somma di denaro comprando una macchina, una grande casa e godendosi delle vacanze. Gli ultimi intervistati, Sara e Stefano, come la maggioranza, non giocano e non ritengono importante farlo. Lei per prima con i soldi della vittoria verificherebbe di essere in salute, investendo in un check-up completo di visite mediche private e in accordo con il ragazzo salderebbero dei prestiti, sistemerebbero le loro famiglie e si toglierebbero alcune soddisfazioni, per esempio, viaggiando.

Il parere generale è che giocare sia una scelta futile, poiché le percentuali di vittoria sono infinitesimali e si finisce solamente per spendere soldi che non torneranno mai indietro, ma se la domanda riguarda cosa fare con quei 208,5 milioni, le risposte spaziano tra ambiti differenti poiché la disponibilità è grande e ci si può permettere di immaginare. Le risposte cambiano tra gli intervistati ma alcuni elementi tornano: aiutare la famiglia, concedersi vacanze, soddisfare qualche vizio e fare beneficenza. Per alcuni quest’ultimo tema rappresenta una priorità, per altri invece passa in secondo piano ma rimane una scelta costante. Così, la vincita di un Jackpot non rappresenta solamente la possibilità di spendere senza pensieri, ma anche il nobile pensiero di scegliere di restituire una somma verso chi ne ha più bisogno.

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