Zuppi all’Abbazia di Pomposa: «Ci crediamo senza tempo, ma non è così»
Mille anni di storia tra fede, memoria e presente. Inaugurata l'installazione di Ciucchi che pone l’accento sul dramma dei morti nel Mediterraneo
Pomposa Una celebrazione nel segno della fede, della memoria e dell’attenzione alle tragedie del presente. È quella che si è svolta domenica 15 agosto all’Abbazia di Pomposa, nell’ambito delle celebrazioni per il millenario della consacrazione, con la messa solenne officiata dal cardinale Matteo Zuppi. Accanto a lui monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, don Stefano Gigli, parroco della Basilica, le autorità civili e militari e i sindaci di Codigoro e Comacchio. Per Zuppi era la prima visita alla Basilica. Il cardinale ha ricordato come, da bambino, osservandola da lontano, fosse rimasto colpito dalla particolare altezza del campanile. Una caratteristica che ha spiegato ricordando la funzione delle campane nel Medioevo: dovevano essere udite a grande distanza, diventando un richiamo per i fedeli anche dai territori più lontani.
Il tempo
Ma è stato soprattutto il tema del tempo a guidare la riflessione del cardinale. Proprio in un luogo che porta con sé mille anni di storia, Zuppi ha ricordato quanto sia facile per l’uomo pensare di avere sempre tempo.
«Noi i giorni li sappiamo contare poco, ci crediamo senza tempo», ha detto. Ma alla fine, ha aggiunto con un’espressione particolarmente efficace, «arriva il conguaglio». Il giudizio di Dio, ha spiegato, «ci mette davanti a noi stessi, senza sconti e ci costringe a confrontarci con il senso autentico del nostro tempo, che guarda all’eternità». Da qui il richiamo alla memoria e alla storia: «Se ci ricordassimo le lezioni della storia, senza memoria siamo condannati a ripetere gli errori del passato». È anche questo, secondo Zuppi, il significato di Pomposa. Un luogo nato dalla presenza dei monaci benedettini, nel quale fede, cultura e arte si sono intrecciate per secoli.
E proprio la memoria della storia si è incontrata, al termine della celebrazione, con una delle tragedie più drammatiche del presente. Nel refettorio della Basilica è stata inaugurata un’installazione di Carlo Ciucchi che rappresenta le persone che hanno attraversato il Mediterraneo in fuga dalla guerra e da situazioni di pericolo e che in quel viaggio hanno perso la vita. Nel suo saluto, il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, ha parlato del connubio tra terra e mare e ha ringraziato Zuppi e Perego per aver condiviso questo momento con la comunità. La presenza del cardinale, ha sottolineato, rappresenta un onore per il territorio, anche per il suo impegno di fronte alle tragedie del nostro tempo: mettere al centro l’uomo e la sua dignità, come speranza per un futuro migliore.
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