La Nuova Ferrara

L’episodio

Altri tre Bagni devastati a Lido Spina: ombra di una sfida tra bande

Katia Romagnoli
Altri tre Bagni devastati a Lido Spina: ombra di una sfida tra bande

Notte di enormi danni al Palosanto, Schiuma e Sport: è in atto una challenge?

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Lido Spina Ancora una notte di scorribande sul litorale comacchiese, con il copione ormai tristemente noto che si è ripetuto, questa volta con particolare accanimento lungo un tratto di arenile del Lido Spina. Dopo le incursioni delle scorse settimane, soprattutto nei weekend, che avevano messo a dura prova i nervi degli operatori balneari per i danni arrecati a lettini, ombrelloni, gazebo e attrezzature, nella notte tra martedì e mercoledì, sono entrati nel mirino di teppisti in erba i bagni Palosanto, Sport e Schiuma del Lido Spina.

La scena che si è presentata all’alba, davanti agli occhi increduli dei titolari degli stabilimenti e dei primi turisti diretti in spiaggia, era quella di una enorme e diffusa devastazione. Lettini tagliati, probabilmente con coltelli, pali di ombrelloni in ferro piegati o spezzati e scaraventati sull’arenile, tavolini rovesciati e ombrelloni sradicati dalla sabbia. Al Bagno Schiuma sono stati colpiti, probabilmente a sprangate, i vetri di copertura di una piscina, trasformati in pericolanti ragnatele. Lampade e lampadine ornamentali sono state invece staccate dalle loro piantane e distrutte. E, come se non bastasse, per la seconda volta nel giro di appena 24 ore sono stati presi di mira anche i parcometri dell’area di sosta a pagamento adiacente agli stabilimenti. Alcune colonnine sono state sfondate, scoperchiate e rese inservibili. Il conto complessivo dei danni alle apparecchiature si aggira sui 10-12 mila euro. La società Ottima Smart, che gestisce le aree di sosta a pagamento ai Lidi, è intervenuta, ripristinando le colonnine con materiale di scorta e grazie alla professionalità dei propri tecnici è riuscita ad assicurare continuità al servizio.

Restano lo sconcerto e l’amarezza per episodi deprecabili, mentre prende corpo l’ipotesi che, dietro l’escalation, possa esserci una challenge tra giovanissimi. Il timore è quello che ruotino attorno agli ripetuti episodi vandalici sfide insensate tra bande di minorenni, i quali, poi, veicolerebbero sui social e nelle chat immagini e video delle proprie bravate, in una sorta di gara a chi riesce a provocare i danni maggiori al patrimonio pubblico e privato.

A registrare il polso della situazione è Francesca Giacomelli, titolare del Bagno Palosanto. «Oltre a rilevare la totale mancanza di rispetto per le cose altrui - spiega l’imprenditrice balneare - emerge la cattiveria d’animo. Oltre all’eventuale stato di ebbrezza che anima questi soggetti, fa riflettere il grado di violenza con cui agiscono. È come se ci fosse stata una tromba d’aria. Mi chiedo cosa avrebbe potuto succedere se un dipendente si fosse trovato davanti a questi gruppi di ragazzini senza scrupoli, anche solo per allontanarli o rimproverarli».

Una decina i pali, anche di tre metri, che sorreggono le capannine di ombreggio, sono stati scardinati e abbattuti. E poi ancora lettini e tavolini rovesciati, ombrelloni sradicati dalla sabbia, proprio come se la furia del vento si fosse impadronita di una parte della spiaggia. Rispetto al recente passato va annotato come il raid sia avvenuto in un giorno feriale, senza il richiamo delle manifestazioni del fine settimana, quando gruppi numerosi di giovanissimi si riversano dalle strade al retro-spiaggia e viceversa. La sorveglianza notturna, del resto, deve fare i conti con l’estensione dell’arenile. A Estensi e Spina la spiaggia raggiunge anche 250-300 metri. I fari ad alta potenza si accendono in caso di passaggio notturno, mentre le telecamere circoscrivono la loro funzione al raggio della struttura. Per gli street tutor, presidiare ogni angolo dell’arenile resta quindi un’impresa ardua e a questo punto rimane solo la vigilanza privata con tutti i rischi del caso.

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