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Ferrara, Fabbri e la Lega: «I territori vanno ascoltati»

Francesco Gazzuola
Ferrara, Fabbri e la Lega: «I territori vanno ascoltati»

Il sindaco e vice segretario regionale sulle difficoltà del partito: «Abbiamo amministratori validi»

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Ferrara Sono passati i tempi dei “O Capitano, mio Capitano”. Oggi qualcuno li chiama ribelli, altri rivoluzionari. Gettare la scialuppa e guardare la nave che affonda oppure cospirare un ammutinamento contro il Capitano. Rigorosamente con la maiuscola, perché si parla di quel Matteo che «ha portato la Lega al 34%» – sbandierano i fedelissimi a sua difesa, con la vice Silvia Sardone in testa –, ma che adesso deve fare i conti con un crollo nei consensi quando all’orizzonte si intravede l’appuntamento elettorale del 2027. Con ogni probabilità, il partito più longevo del Parlamento ci arriverà con il suo Capitano ancora sul ponte di comando – non gli manca comunque la fiducia che basta – ma si sappia che la Lega sta vivendo ore di incertezza per quel che riguarda la leadership del suo segretario maggiore. Un agosto da crisi intestina, ben lontano da un’altra crisi estiva aperta in questi giorni di sette anni fa dai cubi del Papeete.

Forse in questo periodo serve rinsaldare le file e dalla roccaforte leghista di Ferrara c’è chi ammette i problemi ma allo stesso tempo traccia la strada per uscirne: «È il momento di ascoltare e trovare soluzioni per sopravvivere». Senza scandali o drammi, quelli non farebbero che peggiorare lo scenario. «È sicuramente un momento difficile, da superare, ma penso che il lavoro fatto dal Governo di centrodestra sia soddisfacente e abbia portato a casa tanti risultati. Allo stesso modo la Lega, con i suoi ministri, ha dimostrato di avere una classe dirigente capace». Ma, visto il crollo, di errori ne saranno pur stati fatti: «Un partito non si deve impersonificare in un individuo, altrimenti come tutti i partiti, alla lunga, muori». Alan Fabbri, sindaco di Ferrara e vice segretario regionale della Lega, non vede poi così di buon grado quella che oggi è una tendenza sposata soprattutto da una parte politica a lui vicina. La storia del Carroccio parla chiaro: «Noi rappresentiamo una classe dirigente nata negli anni Novanta, abbiamo creato fior fiore di amministratori e sindaci, con uno spessore diverso. Oggi quelle persone vanno ascoltate: bisogna fermarsi un attimo e ragionare. Matteo Salvini, da segretario federale, deve ascoltarle».

Perché di futuro, secondo Fabbri, la Lega ne ha ancora davanti: «Si può costruire tanto; la Lega ha creato varie condizioni per governare al Nord e queste peculiarità vanno difese. Penso all’impegno per la difesa delle partite Iva e delle industrie. Salvini deve ascoltare questo e i nostri governatori devono chiedere qualcosa in più».

Al netto di un altro Futuro, quello Nazionale del Generale Roberto Vannacci: «Per me è stato un errore nominarlo vicesegretario della Lega al congresso di Firenze – rivela Fabbri –. Non è un fuoco di paglia perché comunque attrae molte questioni, ma non vedo strutture salde alla base, quanto più parlamentari disperati che si accasano nel suo partito. Buon lavoro a lui, ma credo che l’anno prossimo la gente dovrà scegliere innanzitutto se votare il rinnovo del Governo attuale, con Meloni che è un trend in crescita. Sì, parliamo di centrodestra quindi Vannacci può comunque dare un supporto politico all’interno della coalizione». Alla fine, «per noi l’avversario è un altro – alza le spalle il sindaco leghista –, Schlein... non dico altro sul tema». Una partita da giocare nel Paese e poi, nel 2029, in Emilia Romagna, terreno già noto a Fabbri: «È presto, ma il Pd è super battibile perché non ha forza, determinazione, e mi viene da pensare specialmente a Ferrara, dove parla di erba e non dei problemi veri della gente. Ci guarderanno poi loro, noi portiamo avanti le nostre idee e i nostri ideali».

Venendo al capoluogo estense, appunto, in cui non manca l’impegno per dar voce ai territori: «Nella nostra provincia la Lega è forte e mantiene percentuali importanti grazie al lavoro di sindaci e amministratori. Sul locale per la Lega è sempre stato così, mentre ora la riflessione è a livello nazionale. Con Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, stiamo proseguendo col progetto della “casa dei territori rivieraschi del Po” per portare avanti le istanze del Nord». Non dovrà aspettare molto Alan Fabbri per riferire direttamente al “suo” segretario, perché la Lega si ritroverà a Ferrara il 7 settembre in occasione della cena regionale e lì sarà presente anche Matteo Salvini. In odore di campagna elettorale, per inaugurare la sede provinciale a San Giorgio e lanciare un paio di novità: dai tesseramenti e – forse forse – il ruolo del segretario provinciale Nicola Lodi. Per il quale si apre una candidatura alla Camera dei deputati, da giocare tutta l’anno prossimo. Il rientro in Giunta “non s’ha da fare” avrebbe scritto qualche manzoniano, perché è vero che c’è un posto che spetta proprio alla Lega, «ma è del sindaco il potere di scelta, al di là dei partiti. A inizio settembre darò un nome che verrà in Giunta – svela Fabbri –: sarà ovviamente di una donna e così si andrà a completare la squadra». 

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