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In tribunale

Ferrara, l’oro per evitare l’arresto del figlio: a processo per truffa a un’anziana

Daniele Oppo
Ferrara, l’oro per evitare l’arresto del figlio: a processo per truffa a un’anziana

Un uomo di 56 anni accusato dalla Procura di aver raggirato un’ottantenne

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Ferrara Indagini chiuse e ora si attende il processo per un uomo di 56 anni accusato di aver truffato un’anziana ferrarese, oggi ottantenne.

Si tratta di una delle modalità di raggiro più diffuse ai danni delle persone anziane. Secondo la ricostruzione della Procura di Ferrara, il colpo sarebbe stato messo a segno il 16 gennaio 2025 utilizzando il cosiddetto schema del “finto incidente” o del “finto carabiniere-avvocato”. La vittima sarebbe stata contattata e convinta che il figlio fosse stato coinvolto in un grave incidente stradale e successivamente arrestato. Facendo leva sullo stato di agitazione e sul timore per la sorte del familiare, il truffatore avrebbe sostenuto che per ottenere la scarcerazione fosse necessario consegnare immediatamente denaro o preziosi. La donna, credendo di aiutare il figlio, avrebbe quindi affidato i gioielli a una persona presentatasi come incaricata di ritirarli. Per questi fatti all’uomo vengono contestati il reato di truffa aggravata, con l’aggravante della minorata difesa della persona offesa, nata nel 1946, oltre alla recidiva reiterata specifica infraquinquennale. Il bottino sarebbe stato costituito da diversi monili in oro: una fede nuziale, un anello, una collana, due braccialetti e una medaglietta.

La prima udienza del procedimento, avviato con citazione diretta a giudizio, è stata fissata per il 15 marzo del prossimo anno. L’imputato, originario della Campania, risulta attualmente detenuto nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere per altra causa.

Quella contestata dalla Procura è una tecnica che le forze dell’ordine incontrano con frequenza in tutta Italia. I truffatori, spesso agendo in gruppo, contattano le vittime telefonicamente fingendosi appartenenti alle forze di polizia, avvocati o funzionari pubblici. L’obiettivo è creare una situazione di emergenza apparentemente credibile, nella quale un figlio o un nipote si troverebbe in difficoltà giudiziarie o sanitarie e avrebbe bisogno di denaro immediato. La pressione psicologica rappresenta l’elemento centrale del raggiro. Davanti a tali situazioni chiamare sempre il numero unico delle emergenze 112. 

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