Elicottero precipitato nel lago a Bondeno: «Pilota forse disorientato»
Il report dell’Agenzia per la sicurezza del volo sull’incidente a Settepolesini
Bondeno Una valutazione non ottimale delle condizioni meteorologiche prima del decollo, alcune decisioni non corrette nell'avvicinamento a un'area interessata da nebbia fitta e possibili illusioni ottiche generate dalla superficie del lago. Sono questi, secondo l'Ansv, i principali fattori che potrebbero aver contribuito all'incidente aereo costato la vita ad Hazem Bayumi, imprenditore di 73 anni di origini egiziane, e a Philip Hubert Ter Woort, 62 anni, ex dirigente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd). L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha da poco pubblicato il report sull’incidente avvenuto la mattina del 10 ottobre 2023, a Settepolesini, quando l’elicottero Bell 206B JetRanger III pilotato da Bayumi si inabissò nelle acque del Lago del Quaternario, nella cava sei a Settepolesini. Si tratta di un’indagine tecnica condotta in parallelo con quella della Procura di Ferrara, la quale aveva chiesto l’archiviazione, non essendo individuabili responsabilità penali di terze persone.
Il report segnala che Bayumi aveva accumulato circa 400 ore di volo su elicotteri. Sul Bell 206B aveva maturato circa 65 ore di volo, oltre a circa 5 ore di addestramento per conseguire l’abilitazione sul modello. Negli ultimi quattro mesi precedenti all’incidente aveva volato per circa 14 ore sul velivolo. Secondo gli esperti, l’impatto con la superficie del lago potrebbe essere stato verosimilmente causato dalla perdita dei riferimenti visivi necessari per la condotta di un volo cosiddetto “a vista” (effettuato cioè usando come riferimenti paesi, strade, fiumi ecc per l’orientamento) condotto a bassa quota con conseguente disorientamento spaziale.
Particolarmente significativo il passaggio dell’analisi dedicato al rischio di disorientamento: «La superficie dell’acqua può risultare visivamente indistinguibile dal cielo. Tale ambiguità percettiva può indurre una grave forma di disorientamento spaziale».
Dalle ricostruzioni radar emerge che l’elicottero stava seguendo la rotta verso Padova quando, giunto nell’area a sud di Bondeno, iniziò alcune manovre che si discostavano dal percorso previsto. È possibile che siano state effettuate per cercare di evitare la fitta nebbia trovata nel Ferrarese. Uno degli elementi più significativi dell’inchiesta è l’esclusione di problemi meccanici. La relazione afferma infatti: «L’indagine tecnica sull’aeromobile non ha evidenziato anomalie che possano avere contribuito all’accadimento» e che «non sono state osservate anomalie preimpatto in nessun componente della cellula né dei comandi di volo». Gli investigatori aggiungono che «non sono state riscontrate evidenze di esplosione dell’elicottero in volo prima dell’impatto». Un elemento particolarmente rilevante riguarda l'ipotesi dell'esplosione in volo. Un testimone aveva riferito di avere sentito un'esplosione prima dell'impatto. Tuttavia gli accertamenti tecnici eseguiti sul relitto non hanno individuato evidenze di un'esplosione avvenuta prima dello schianto. Secondo l'Ansv, i danni riscontrati sono compatibili con le violente sollecitazioni generate dall'impatto dell'elicottero con la superficie del lago.
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