Ferrara, palazzine lasciate allo sbando: tra spaccio e prostituzione
La situazione di via Agni e via Perelli rimane un nervo scoperto per chi invoca e ambisce al decoro. Inefficace l’intervento di un anno fa
Ferrara Sporcizia, degrado e abbandono. È una “via Scalambra in miniatura”, ma neanche troppo, quella che si può trovare in zona Doro tra via Agni e via Perelli con la quale devono convivere giocoforza i tanti residenti vicini.
La storia
Riavvolgendo il nastro, tutto parte nel 2005 quanto il Gei (Gruppo Immobiliare Estense) presenta al Comune il piano “Doro” che prevede la realizzazione di villette a schiera e la creazione di un vero e proprio nuovo quartiere che si sarebbe dovuto sviluppare anche nella vicina area di oltre 30mila metri quadri.
Pochi anni dopo sorgono le prime palazzine e villette con alcune di queste che vengono messe sul mercato a quasi 300mila euro. Gli anni passano, alcune villette vengono vendute mentre su tre palazzine edificate una sola viene completata mentre delle altre due rimane solo lo “scheletro”. Nel frattempo Group Invest, società veicolo di Gei, inizia a ritrovarsi in mezzo ad alcuni contenziosi legali e nel 2016 gli immobili di via Perelli sono soggetti a pignoramento.
Intanto gli edifici vengono occupati abusivamente ed il caso monta fino ad esplodere a luglio dello scorso anno quando alcuni tecnici incaricati di conservazione del complesso edilizio hanno scoperto che lo stabile era stato occupato abusivamente da sei persone, poi allontanate.
Lo scenario attuale
Ad oggi la situazione non sembra essere poi cambiata. Entrando nelle prime costruzioni abbandonate si nota immediatamente la grande quantità di sporcizia che caratterizza tanto le aree verdi quanto i vani degli edifici.
A terra le innumerevoli siringhe e non solo testimoniano il grande viavai di tossicodipendenti che hanno trovato qui un rifugio. E ancora altre stanze create con lamiere e bancali adibite a giacigli di fortuna contenenti materassi, cuscini e qualche effetto personale gettato alla rinfusa. Diverse anche le biciclette usate e poi gettate tra le sterpaglie.
Arrivando poi alla terza palazzina, quella completa anche di infissi e finiture, sembra si sia tornati punto e a capo nonostante l’intervento delle Forze dell’ordine e la murature di porte e garage al piano terra. Un deterrente da poco dato che è stata comunque riaperta quella che era una delle porte d’ingresso del piccolo condominio a colpi di martello. Tutti i cablaggi sono ormai divelti ma alle finestre si possono notare addirittura alcuni panni stesi, segno che l’occupazione abusiva dello stabile è ancora pienamente attiva.
Un andirivieni, soprattutto nelle ore notturne, che non può lasciare tranquilli i residenti limitrofi. «È un covo di degrado – racconta una signora che porta a spasso il cane nel parchetto vicino –. Droga e prostituzione la fanno da padrone e c’è da avere paura in certe ore. Ho purtroppo notato anche diversi giovanissimi aggirarsi negli edifici abbandonati ultimamente».
Proseguendo fino in fondo a via Agni si trovano le uniche “sopravvissute” del progetto iniziale di costruzione ovvero quattro villette a schiera a loro volte suddivise in otto unità immobiliari. Anche in questo caso si alternano proprietà curate ad altre sfitte e lasciate improvvidamente con alcune finestre aperte.
Di fronte a loro si staglia la grande area recintata lasciata alla mercè della natura e della desolazione. Il proseguimento della strada che va parallela a viale Po è stato bloccato da una recinzione visto che diverse persone senza fissa dimora facevano la spola dal quartiere alla zona stazione proprio passando per quell’area incolta.
La testimonianza
Tra coloro che vivono a diretto contatto con questa difficile realtà c’è anche Mauro Lupi, dal 2013 in affitto in via Agni, che racconta tutto il disagio che vivono giorno per giorno gli abitanti della zona.
«È un peccato, soprattutto per chi ci abita – spiega il residente – . Abbiamo tutti l’amaro in bocca pensando alle premesse relative a ciò che sarebbe dovuto diventare questo quartiere». L’occhio corre subito verso le tre palazzine abbandonate: «La malavita e il degrado proliferano. Ultimamente abbiamo notato anche un grosso aumento della prostituzione e dello spaccio. Spesso sono stati chiamate le Forze dell’ordine ma più che portare in caserma e identificare i responsabili non possono fare. La gente però si è stancata». E dire che la zona si presterebbe a svariati usi: «Sarebbero dovuto sorgere qui anche negozi e minimarket. Negli ultimi tempi si era parlato anche di un parcheggio che sarebbe stato utilizzato dallo Zeta Club, ma non si è fatto nulla».
La situazione è sconfortante: «Addirittura qui i marciapiedi non sono stati nemmeno finiti ed i proprietari delle villette vicine ma non abitate, vengono e lasciano le finestre aperte. Insomma, non saremo tanti nel quartiere ma anche noi meritiamo un contesto più dignitoso».
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