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Ferrara, tre anziani per ogni giovane: la crescita arriva dai migranti

Daniele Oppo
Ferrara, tre anziani per ogni giovane: la crescita arriva dai migranti

Inverno demografico evitato grazie a stranieri e trasferimenti

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Ferrara La provincia di Ferrara continua a perdere popolazione per effetto della denatalità e dell’invecchiamento. Sono i flussi migratori, oggi, il principale fattore di tenuta demografica: senza il contributo degli stranieri e dei nuovi residenti provenienti da altri territori, il saldo tra nascite e morti porterebbe la provincia verso una contrazione ancora più marcata della popolazione. I dati demografici presenti nell’ultimo annuario statistico della Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna sono molto netti e confermano che Ferrara è uno dei territori con la popolazione più vecchia d’Italia, molto al di là della media regionale e nazionale. Un territorio che appare spaccato in due: un Alto Ferrarese giovane, forse perché più vicino a province dinamiche come Bologna e Modena; il resto del territorio che invecchia inesorabilmente e più si penetra nel Ferrarese, meno l’apporto dei migranti si fa sentire, con conseguenti effetti negativi in termini di invecchiamento della popolazione residente.

Nati, morti e arrivi

Se si guardano soltanto nascite e decessi, la provincia di Ferrara è già dentro un profondo inverno demografico. Nel 2025 sono infatti nati appena 1.711 bambini, mentre i morti sono stati 4.537. Il saldo naturale è quindi negativo per 2.826 persone: un divario che continua ad allargarsi e che fotografa una delle realtà più anziane dell’Emilia-Romagna. La tenuta della popolazione è garantita quasi esclusivamente dai movimenti migratori. Nello stesso anno gli iscritti nelle anagrafi dei comuni ferraresi sono stati 12.597 contro 8.901 cancellazioni, con un saldo positivo che ha compensato la perdita dovuta alla differenza tra nascite e morti. Grazie a questo contributo la popolazione provinciale è passata da 339.612 a 340.482 residenti. I numeri dell’annuario statistico della Camera di commercio descrivono una popolazione caratterizzata da un forte squilibrio generazionale. Al 1° gennaio 2026 i minori di 15 anni rappresentano appena il 9,9% dei residenti, mentre gli over 65 raggiungono il 29,6%. L’età media è arrivata a 49,8 anni, quasi tre anni in più rispetto alla media regionale.

Spaccata in due

L’indice di vecchiaia provinciale, che misura il numero di anziani ogni 100 giovani sotto i 15 anni, ha raggiunto quota 299,8. In pratica ci sono quasi tre anziani per ogni ragazzo. Un valore molto superiore sia alla media dell’Emilia-Romagna (220) sia a quella nazionale (217, 5). Nel comune di Ferrara i residenti sono 129.048, in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti. L’indice di vecchiaia raggiunge 312,2, il che significa che per ogni 100 ragazzi sotto i 15 anni vivono oltre 312 persone con almeno 65 anni. Gli over 65 rappresentano il 29,6% della popolazione cittadina, mentre i giovani fino a 14 anni si fermano al 9,5%. Il dato colloca Ferrara città sopra la già elevata media provinciale e ben oltre i valori regionali e nazionali. La geografia demografica della provincia mostra differenze significative e un territorio diviso a metà. I comuni con gli indici di vecchiaia più bassi sono Cento (193,7), Terre del Reno (205,1) e Poggio Renatico (205,3), aree che negli ultimi anni hanno mantenuto una maggiore capacità attrattiva probabilmente grazie alla vicinanza con i sistemi economici di Bologna e Modena. All’opposto si trovano Jolanda di Savoia (456,7), Copparo (419,2), Ostellato (415,2), Riva del Po (413,7) e Mesola (411,2), territori nei quali il numero degli anziani supera di oltre quattro volte quello dei giovani.

Immigrati

Il dato che emerge con maggiore evidenza dall’annuario riguarda il ruolo della popolazione straniera. Al 1° gennaio 2026 gli stranieri residenti nella provincia di Ferrara sono 41.300, pari al 12,1% del totale, con un aumento del 6,5% rispetto all’anno precedente. La loro presenza è particolarmente elevata a Portomaggiore, dove raggiunge il 25,1% dei residenti, ma supera il 17% anche a Bondeno e il 14% a Tresignana e Argenta. A Ferrara città gli stranieri rappresentano il 12,6% della popolazione. Ma, soprattutto, gli stranieri sono molto più giovani della popolazione complessiva. L’indice di vecchiaia della componente straniera provinciale è pari a 40,3, contro il 297,9 registrato sull’intera popolazione. Un divario che evidenzia come i flussi migratori contribuiscano non soltanto a compensare il calo numerico dei residenti, ma anche a riequilibrare almeno in parte la struttura per età della provincia. 

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