Carcere di Ferrara, agenti in stato d’agitazione
Proclamato dal sindacato Sinappe che lamenta la limitata formazione delle nuove reclute: «Vedono cosa le aspetta e vanno via»
Ferrara Aggressioni, carenza di organico, formazione insufficiente e difficoltà nel trattenere i nuovi agenti. È il quadro tracciato dal Sinappe, il Sindacato nazionale autonomo Polizia penitenziaria, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale della Casa circondariale di Ferrara dopo la nota con cui il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna (Prap) ha riconosciuto, citiamo testualmente, «un’effettiva recrudescenza di eventi critici nel corso del periodo estivo».
Secondo il Sinappe, però, non a ciò non si è risposto con misure concrete e immediate ma tutto sia rimandato a un futuro incontro a settembre.
Emergenza strutturale
La segreteria provinciale guidata da Roberto Tronca sostiene che il personale sia chiamato a gestire quotidianamente una situazione diventata ormai strutturale, tra turni gravosi, carenze di organico e crescente tensione all’interno dell’istituto. «Il Prap riconosce l’emergenza, ma non dà una sola soluzione immediata», afferma il Sinappe, criticando la scelta di rinviare l’analisi delle criticità a un incontro previsto per settembre.
Interpellato dal nostro giornale, Tronca è molto duro. «Il fatto grave è che il Dap e il ministero della Giustizia sembra che o non sappiano cosa fare oppure lo sanno ma non lo fanno». Secondo il sindacalista, per 37 anni in servizio a Ferrara fino alla pensione, gli istituti penitenziari sarebbero lasciati a gestire autonomamente criticità sempre più complesse. «Quando chiedi aiuto ai vertici, la risposta è arrangiatevi, stiamo provvedendo, faremo un incontro, vediamo, pianifichiamo, ma alla fine il problema è tuo e te lo devi risolvere tu».
Le reclute e la formazione breve
Tra le principali criticità segnalate c’è la carenza di personale, sul quale il Governo – a partire dal sottosegretario Alberto Balboni – ha promesso interventi rilevanti con nuovi invii di agenti. Ma Tronca rileva un problema decisivo proprio nella formazione delle nuove reclute: «I corsi di formazione una volta erano di 12 mesi, poi sono scesi a 6 mesi e per un periodo si sono fermati, ora sono stati abbassati a 4 mesi».
Secondo il Sinappe, percorsi formativi più brevi non consentirebbero agli agenti di acquisire le competenze necessarie per affrontare situazioni ad alta complessità, comprese quelle che coinvolgono detenuti con problematiche psichiatriche o comportamenti aggressivi. «Li dobbiamo gestire noi, e secondo voi abbiamo la capacità di gestire un detenuto psichiatrico e una persona pericolosa dopo 4 mesi di corso?».
Secondo Tronca, proprio le condizioni di lavoro avrebbero effetti anche sulla permanenza in servizio delle nuove leve: «Tanti ragazzi, quando finiscono il corso e vedono la realtà che hanno davanti per 1.300 euro al mese, o si licenziano oppure fanno altri concorsi e se ne vanno».
Sicurezza
Un altro punto centrale riguarda la sicurezza del personale. «Come forze di polizia non abbiamo niente per opporci, prendiamo schiaffi, spinte insulti ogni giorno», afferma Tronca, che nel comunicato denuncia anche l’assenza di adeguati strumenti operativi per fronteggiare detenuti aggressivi o in stato di agitazione.
Il nuovo padiglione
Il sindacalista esprime infine perplessità sull’apertura del nuovo padiglione della struttura ferrarese, ritenendo che l’ampliamento della capienza non sia sufficiente senza un corrispondente incremento del personale. «La soluzione è il nuovo padiglione? Sulla carta 80 detenuti, che nella realtà saranno almeno il doppio e poi la gestione te la vedi tu».
Misure immediate
Il Sinappe chiede al Prap, al Dap e alla direzione dell’istituto misure immediate per il rispetto degli accordi sindacali, il rafforzamento degli organici, una formazione più completa e maggiori strumenti di tutela per gli agenti. Se dall’incontro previsto a settembre non dovessero arrivare risposte giudicate concrete, il sindacato preannuncia ulteriori iniziative di protesta.
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