Lavoratori sotto il sole: segnalati 20 cantieri in provincia di Ferrara
Il monitoraggio della Cgil su tutto il territorio: «Misure di prevenzione non pervenute: violata l’ordinanza»
Ferrara Sono le “sentinelle” dei cantieri che procedono a pieno ritmo nel corso di questa estate torrida, costellata da giornate da bollino rosso per le alte temperature. Luca Greco, segretario generale degli edili ferraresi (Fillea Cgil), e Fabrizio Tassinati, della segreteria della Camera del Lavoro con delega, tra le altre, alla sicurezza, hanno girato un po’ tutta la provincia per sondare il rispetto dell’ordinanza regionale emanata il 3 giugno a tutela dei lavoratori contro le ondate di calore. Un provvedimento che stabilisce - fino al 15 settembre - il divieto di lavorare all’aperto con esposizione prolungata al sole dalle ore 12.30 alle 16 nei giorni in cui il rischio è indicato come “alto”.
A oggi sono 23 le segnalazioni inviate dal sindacato all’Ispettorato territoriale del Lavoro, al Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Spsal) dell’Ausl di Ferrara e ai Comandi delle Polizie locali dei Comuni di riferimento «ma non abbiamo mai ricevuto risposta, con una sola eccezione, il Comune di Copparo, che ha disposta una verifica trovando però il cantiere segnalato chiuso, e proponendosi di tornare a controllare», spiegano Greco e Tassinati. «Noi non svolgiamo ispezioni – puntualizzano –. Giriamo per i cantieri, documentiamo con fotografie e inviamo le segnalazioni a coloro che hanno competenze ispettive per svolgere le necessarie verifiche». La lista dei cantieri in ogni caso è destinata ad allungarsi perché l’attività è tutt’altro che conclusa. Soltanto ieri sono arrivate quattro segnalazioni, tre nella giornata di mercoledì, e via a ritroso per tutto il mese di agosto, con un paio di casi anche a luglio, «e si andrà ancora avanti perché ci aspettano altre giornate da bollino rosso».
Il focus naturalmente riguarda la fascia di sospensione dalle 12.30 alle 16: per non interrompere l’attività, secondo l’ordinanza, il datore di lavoro deve mettere a punto una serie di misure, come il trasferimento al chiuso del personale in un luogo all’ombra, o evitare mansioni che prevedono l’esposizione al sole, l’uso di cabine climatizzate, la fornitura di acqua e di integratori. Accorgimenti che però devono essere comunicate al sindacato e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst). «Nel corso del nostro monitoraggio abbiamo visto operai e muratori lavorare sui tetti alle 14.30 sotto il sole battente». A oggi, in generale, il sindacato «non ha mai ricevuto alcuna informazione sull’eventuale adozione delle misure previste per la riorganizzazione del lavoro durante la fascia oraria di sospensione. Non sappiamo se qualche impresa le ha adottate o meno, di certo non ne siamo stati informati, e già questo significa non rispettare la norma». I casi evidenziati includono a tappeto gran parte dei Comuni della nostra provincia. Oltre a Ferrara, all’appello ci sono Cento, Bondeno, Argenta, Portomaggiore, Copparo, Comacchio, Codigoro.
A colpire è il fatto che a essere coinvolti sono soprattutto cantieri pubblici, come opere legate a progetti Pnrr, interventi per l’edilizia popolare, impianti sportivi, scuole, manutenzione di infrastrutture stradali e ferroviarie. Non mancano edifici religiosi come chiese e basiliche, mentre i cantieri privati appaiono in netta minoranza. «L’ordinanza regionale – afferma Greco – precisa che per non essere soggetti alla stessa, le imprese devono necessariamente adottare misure tecniche, organizzative e procedurali che evitino l’irraggiamento continuativo nella fascia oraria interessata. È inoltre obbligatorio comunicare alle organizzazioni sindacali l’adozione di questi provvedimenti. A scanso di equivoci – prosegue – riteniamo utile riportare testualmente il dettato normativo. Nel testo si legge infatti che “tali misure debbano essere comunque comunicate agli Rls/Rslt o alle organizzazioni sindacali o alla propria rappresentanza di categoria”. Orbene, a oggi, né al sindacato né agli Rlst è mai giunta tale comunicazione». La linea del sindacato è chiara: «La mancata comunicazione delle misure messe in campo per contrastare la prolungata esposizione al sole è essa stessa una violazione dell’ordinanza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
