La Nuova Ferrara

Il caso

Corporeno, due ragazzi aggrediti dal branco: «Abbiamo pensato di morire»

Annarita Bova
Corporeno, due ragazzi aggrediti dal branco: «Abbiamo pensato di morire»

L’agghiacciante racconto: «Tutto è nato da una battuta al bar». «Il mio amico è svenuto, l’hanno colpito con una spranga. A me calci e pugni»

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Corporeno «Abbiamo visto la morte in faccia, ci hanno aggredito, inseguito e picchiato». Diego, 32 anni residente in zona, è sconvolto dopo diverse ore passate in ospedale. «Per fortuna posso raccontare e non ho timore a farlo, perché potrebbe succedere ancora». I fatti risalgono a venerdì notte, quando il 32enne e alcuni suoi amici sarebbero (il condizionale è d’obbligo perché le indagini sono in corso) stati aggrediti da un gruppo di persone «tutte nord africane», specifica l’uomo. «Dopo essere andato a prendere un amico dalla stazione, siamo andati a Corporeno per bere una birretta prima di andare a letto - racconta -. Eravamo in tre e quando siamo arrivati davanti al locale c’erano una decina di ragazzi sui 25 anni». Tutto apparentemente tranquillo, «ma ad un tratto si sono avvicinati e hanno iniziato un po’ a sfotterci - prosegue -. Il mio amico ha risposto dicendo semplicemente che non gli sembrava un bel modo di scherzare e subito qualcuno l’ha colpito alla nuca con una spranga. Lui è svenuto, mi sembrava morto. Hanno iniziato a tirargli addosso tavole e sedie… Io sono intervenuto, ho detto di smetterla, perché lo avrebbero ammazzato. A quel punto hanno puntato me, dicendo di mettermi a correre finché potevo».

Il 32enne non aveva altra scelta. «Ho iniziato a correre per la statale gridando aiuto e lasciando i miei effetti personali sul tavolino. Pensavo al mio amico, ero terrorizzato. E sono caduto». Un incubo: «In 10 hanno iniziato a calciarmi, dandomi dell’italiano di... Io non so come sono riuscito a divincolarmi e ad arrivare a un’abitazione, dove ho potuto chiedere aiuto e mi sono messo in salvo». A quel punto, «ho chiamato le forze dell’ordine, ho chiesto di andare subito al bar perché il mio amico da quel che sapevo io era ancora la». Intanto, «lui fortunatamente nel frattempo si era ripreso e si è fiondato in macchina proprio quando stavano tornando, cercando di raggiungere la caserma dei carabinieri. Ma quelli lo hanno visto e hanno iniziato a lanciare bottiglie di vetro sulla sua auto e saliti sulla loro lo hanno inseguito. Anche un uomo alla guida di un camion della Cmv ha provato a intervenire e alla fine il mio amico è entrato in caserma».

La salvezza «è stata riuscire a rialzarmi e ad arrivare fino a quella casa». I due ragazzi sono stati accompagnati in ospedale. «Ho una frattura allo zigomo e il rischio di dover subire un’operazione, ma anche un polso che non muovo e più tutti i lividi nel resto del corpo. E tutto questo per cosa? Io ho rischiato la vita. E loro adesso cosa rischiano? Ho la massima fiducia nelle forze dell’ordine ed è anche per questo che ho voluto parlare, perché stare zitti significa solo permettere che queste cose succedano ancora. Se ho paura? Sì, ma ci vuole il giusto coraggio». Anche i residenti segnalano come ogni sera a Corporeno ci siano problemi e non si sentano tranquilli. «Chiediamo a sindaco e amministratori di intervenire, perché qui la situazione è davvero molto pesante».

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