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Il fatto

Corporeno, amici presi a botte dopo l’inseguimento: caccia ai picchiatori

Corporeno, amici presi a botte dopo l’inseguimento: caccia ai picchiatori

La presa di posizione del senatore Balboni: «Quanto raccontato è gravissimo». Interviene il sindaco Accorsi: «Confido che i responsabili vengano individuati»

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Corporeno Erano inevitabili reazioni per l’aggressione denunciata da un 32enne e un amico venerdì sera a Corporeno da parte di una decina di persone davanti a un bar. Se da una parte c’è un paese che lamenta da tempo disagi per il locale (il Bar Sole) dove disturbo della quiete, schiamazzi e discussioni sono all’ordine del giorno (e della notte), dall’altra la politica affronta il problema.

A partire dal senatore Alberto Balboni (Fratelli d’Italia): «La notizia riportata è gravissima. Due giovani sono stati selvaggiamente aggrediti con violenza inaudita da un branco di balordi criminali, sembra senza alcun motivo. Dal racconto di una delle due vittime, si tratterebbe di un gruppo di nordafricani che al grido di “italiani di m...” e forti del loro numero preponderante avrebbero provocato gravi lesioni ai due malcapitati e solo per un caso fortuito non vi sono state conseguenze ancora più gravi. Ho chiesto al prefetto di convocare con urgenza il Comitato provinciale per l’ordine pubblico per mettere in atto tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini di Corporeno. Tanto più che sembra che il branco degli aggressori imperversi da tempo nella zona, minacciando e provocando cittadini inermi e pacifici. Esprimo la mia più totale solidarietà ai ragazzi aggrediti, che meritano un plauso per aver avuto il coraggio di denunciare nonostante le minacce subite».

A ruota ecco il referente provinciale di Futuro nazionale, Luca Cardi, e il consigliere comunale Alex Melloni: «Quando due ragazzi raccontano di aver pensato di morire durante un’aggressione, siamo davanti a un fatto di una gravità enorme. A loro e alle loro famiglie va la nostra solidarietà. Ora l’auspicio è che chi ha commesso questa aggressione venga individuato, chiuso in un carcere e rispedito nel suo Paese. La politica deve porsi una domanda: cosa stiamo facendo per evitare che episodi del genere si ripetano? Chi amministra Cento deve farsi un’esame di coscienza, così come devono farlo i partiti del cosiddetto centrodestra: sulla sicurezza sono tutti bocciati, è sotto gli occhi di tutti come in questi anni la situazione non sia certo migliorata. È doveroso esprimere solidarietà alle vittime ma non basta, dobbiamo capire cosa sta succedendo non solo a Corporeno, ma in tutta Cento, e soprattutto cosa intende fare l’amministrazione per garantire maggiore sicurezza ai residenti. E chiederemo di riferire sul tema sicurezza, sui controlli effettuati e sulle iniziative che intende mettere in campo. Non vogliamo promesse generiche».

Immediata la risposta del sindaco Edoardo Accorsi: «Appena informato dell’accaduto ho contattato una delle due vittime dell’aggressione. Gli ho espresso la mia vicinanza e quella dell’amministrazione e di tutta la città e la disponibilità a incontrarlo non appena si sarà ripreso. Mi sono inoltre messo in contatto con le forze dell’ordine, mi hanno confermato che le indagini sono in corso. Confido che i responsabili vengano individuati al più presto. Da parte nostra, continueremo a seguire la vicenda con massima attenzione».

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