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Salvini fa il pieno di energia leghista: «Ferrara sa cosa fare in futuro»

Francesco Gazzuola
Salvini fa il pieno di energia leghista: «Ferrara sa cosa fare in futuro»

Il ministro e segretario della Lega all’inaugurazione della sede provinciale. Alan Fabbri e Nicola Lodi lo accolgono poi il tour del quartiere e la visita in chiesa

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Ferrara «Sono autonomista, quindi non vengo da Milano a dire cosa bisogna fare a Ferrara. Il nome del candidato al Parlamento me lo daranno i ferraresi. Sicuramente il prossimo lo sceglieremo un pochino più coerente, più costante nella sua scelta». Il sole cala dietro le case, si specchia sul Po di Volano e un’auto attraversa il ponte di San Giorgio. C’è più traffico del solito e scende il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini. Ad attenderlo, i vertici ferraresi delle forze dell’ordine, il Prefetto Massimo Marchesiello e la Lega estense, schierata. «Quando arrivo a Ferrara vedo qualche sorriso in più», sussurra. E ci mancherebbe: in città governa il sindaco leghista che ha strappato l’amministrazione al centrosinistra, in provincia sono state riorganizzate le sezioni e il numero dei tesserati resta stabile («Va anche meglio» dicono). Infatti c’è da inaugurare la sede in via Don Giovanni Verità 11.

«Nell’epoca dei social è importante avere un punto di riferimento, un luogo fisico dove le persone possono venire a parlare dei loro problemi». Salvini abbraccia Nicola Lodi – che della Lega Ferrara è segretario provinciale – e il sindaco Alan Fabbri.

«Potevi scegliere una foto diversa», scherza con Naomo guardando la foto delle barricate a Gorino. La faccia è crucciata, pensierosa. Meno quella della serata: è un momento di festa e per un attimo si dimentica degli attriti interni al partito e delle voci che lo vogliono lontano dalla leadership. Ma solo per un attimo: «Mi hanno chiesto l’anno scorso di continuare a fare il segretario per quattro anni. Me l’hanno chiesto i militanti e, anzi, avrei sperato che qualcun altro si candidasse perché è un mestiere entusiasmante ma impegnativo. Abbiamo 1200 sedi in Italia, migliaia di iscritti e tra sindaci e vicesindaci sono 950: non è facile poi stare in un governo con sensibilità diverse, essere in un’alleanza come quella dei Patrioti per l’Europa – presente ieri 7 settembre anche Paolo Borchia, ndr – con il ruolo della Lega centrale. Me l’hanno chiesto e sono abituato a mantenere gli impegni. Se domani ci sarà qualcun altro che si presenta, evviva». Ne dicano frange intestine, leghe che tornano o capigruppo al Senato. Salvini resta il segretario federale e da lì non ci si sposta… almeno fino a dopo le elezioni politiche del 2027.

Al proposito, inevitabile per la Lega nazionale riconoscere la posizione che, nei comuni piccoli e grandi, il partito è riuscito a costruire. Il consenso raccolto dai suoi rappresentanti resta evidente, con Fabbri che da solo – lo si ricordi per il futuro – è riuscito ad attirare oltre il 30% dei consensi alle Comunali del 2024. Non che tutti si traducano in voti per la Lega, ma l’influenza ottenuta è sotto gli occhi della città. Si aggiungano poi le percentuali della Lega che Nicola Lodi sta custodendo. E allora si parla di una Ferrara che alle prossime Politiche può trascinare il partito: «Sicuramente sarà rappresentata dall’inizio alla fine da qualcuno del territorio».

Al fianco di Salvini ci sono Fabbri (con il mandato che scade nel 2029) e Lodi, numero uno della Lega sul territorio ma rimasto senza incarichi pubblici. Tutto calcolato, perché per Naomo il futuro ha in serbo una candidatura alla Camera. Salvini lascerà decidere Ferrara e il nome che arriverà sul tavolo del segretario federale sarà il suo, con la prospettiva neanche troppo distante di un’elezione certa. «Ferrara è un buon modello di amministrazione, non a caso Alan Fabbri partecipa anche al tavolo dei territori, dove ci sono anche altri sindaci della Lega. Ci danno per morti da circa 12 anni e per essere morti direi che siamo in buona salute».

Rivestendo i panni del Ministro delle Infrastrutture, si parla della terzia corsia dell’A13, tanto cara a Ferrara, ma che non sarà del tutto permanente: «Ci siamo riusciti lavorando tanto e parlando poco, sbloccando opere che gli emiliani aspettavano da decenni. È una grande risposta da Ministro, le risposte che i miei colleghi in precedenza non erano riusciti a dare, penso anche all’impegno sulla Cispadania. Ma questo dipende anche dal fatto che da 7 anni c’è un buon governo della Lega e del centrodestra a Ferrara, perché senza un’amministrazione stabile, seria e competente sarebbe stato più difficile. Devo però riconoscere che con l’amministrazione della Regione si lavora positivamente al di là delle ideologie. In questa regione abbiamo aperti 13,5 miliardi di euro di cantieri, una cifra che non ha precedenti nella storia repubblicana».

Tocca la cronaca nazionale e internazionale. Dalla vittoria del partito di estrema destra Afd in Sassonia per cui aveva espresso approvazione: «Non entro nel merito del programma, ci sono cose che condivido e altre no. Stiamo parlando della Germania, io mi occupo del centrodestra in Italia». E anche la magistratura: «Ho chiamato il papà di Lorena (vittima di femminicidio, ndr). Il codice rosso è legge grazie alla Lega, ci possono essere tutti gli arresti del mondo ma se poi un giudice li rimette in giorno dopo è complicato».

Salvini esplora la sede e illumina il logo appeso al muro. Poi mette la testa fuori: «Nelle città vedo sempre e solo stazione e hotel, fatemi fare un giro». Ed eccolo che, con un stuolo di militanti e dirigenti del partito (tra gli altri ci sono il segretario regionale Matteo Rancan e Massimiliano Guerzoni per la città), si inoltra per la zona a scoprire San Giorgio. Entra nella Basilica e batte a piedi la via residenziale a fianco per lo stupore di chi lo riconosce: «Signora esca pure, non faccia solo la foto dalla finestra». Qualcosa da bere per il Capitano e poi via a San Bartolomeo per la cena della Lega. Un piatto di cappelletti, la fiducia a Ferrara c’è.

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