La Nuova Ferrara

L’intuizione

Ferrara, vendere case ai tempi dei social: «Per noi è un autentico boom»

Corrado Magnoni
Ferrara, vendere case ai tempi dei social: «Per noi è un autentico boom»

Per Bello Immobiliare oltre cento persone a un open house grazie ai video

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Ferrara Un video capace di superare le 400mila visualizzazioni, più di 500 richieste d’acquisto e oltre cento persone intervenute a un open house: numeri eccezionali per il settore immobiliare ferrarese, che dimostrano quanto la comunicazione digitale possa incidere anche su un’attività tradizionalmente legata agli annunci e ai portali specializzati.

A raccontare questa esperienza sono i fratelli Alessio e Silvia Bello di Bello Immobiliare, protagonisti di un percorso d’innovazione cominciato nel 2023, quando Alessio ha iniziato a credere nell’utilizzo sistematico dei video per presentare gli immobili. All’epoca, sul territorio, questo modo di comunicare rappresentava ancora una vera rarità. Con il successivo ingresso di Silvia, l’agenzia ha strutturato e potenziato ulteriormente la propria strategia digitale.

«Quando abbiamo iniziato, in tanti ci prendevano in giro o guardavano con scetticismo quello che stavamo facendo – raccontano Alessio e Silvia –. Qualcuno ne parlava anche male, perché non credeva che i video potessero funzionare nel mercato immobiliare. Noi abbiamo continuato a lavorare con costanza e oggi molte realtà hanno intrapreso la stessa strada: prima ci criticavano, adesso ci copiano».

Bello Immobiliare pubblica almeno tre contenuti alla settimana, con una media di sei o sette video al mese. Dietro ogni filmato c’è un lavoro preciso, dalla preparazione dell’immobile alle riprese, fino al montaggio e alla diffusione sui social. L’obiettivo non è soltanto mostrare stanze e metrature, ma raccontare gli spazi in maniera immediata e coinvolgente.

«I portali tradizionali svolgono il loro compito, ma intercettano principalmente chi sta già cercando attivamente un’abitazione – spiegano i fratelli Bello –. I social, invece, lavorano anche sulla domanda latente: mostrano l’immobile a chi magari non stava pensando di cambiare casa, ma, vedendo un video coinvolgente, può innamorarsi degli spazi e decidere di visitarli».

La localizzazione dei contenuti consente di raggiungere il pubblico di Ferrara e provincia, ma anche persone residenti fuori dal territorio. È accaduto, per esempio, con un immobile a Pontelagoscuro.

«I video abbattono anche la diffidenza iniziale. Le persone vedono la casa per com’è davvero e, contemporaneamente, conoscono il nostro modo di lavorare. In questo modo entrano in sintonia con noi prima ancora di incontrarci».

Se il video attira l’attenzione, l’open house diventa lo strumento attraverso il quale quell’interesse può trasformarsi concretamente in una vendita. La formula permette di concentrare tutte le visite in una o due giornate dedicate, evitando appuntamenti distribuiti nell’arco di settimane o mesi. «Per il proprietario è un vantaggio enorme – sottolineano Alessio e Silvia – perché non deve affrontare lo stress di decine di visite sparse nel tempo o riordinare e rendere disponibile la casa ogni giorno».

L’impatto più forte dell’open house è però anche psicologico e commerciale. Quando decine di potenziali compratori si ritrovano contemporaneamente all’interno dell’abitazione, percepiscono subito il valore della casa e la presenza di altri interessati. Questo “effetto concorrenza” riduce le offerte al ribasso e spinge chi desidera davvero l’immobile a presentare la propria proposta migliore in tempi rapidi. Nel caso più significativo, la promozione attraverso i social ha contribuito a portare oltre cento persone allo stesso open house.

Il video che ha superato le 400mila visualizzazioni rappresenta il risultato più evidente di un lavoro portato avanti con continuità. Per Alessio e Silvia, però, il vero successo non si misura soltanto attraverso i numeri online, ma nella capacità di trasformare visualizzazioni e interazioni in richieste, visite e proposte d’acquisto.

Quella che nel 2023 sembrava un’intuizione azzardata è diventata, nel giro di pochi anni, un modello seguito da un numero crescente di attività. «Non basta copiare un formato o pubblicare un video ogni tanto – concludono i fratelli Bello –. La differenza la fanno la costanza, la qualità del lavoro e la capacità di costruire un modo originale e credibile di comunicare».

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