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La petizione

Gherardi, raccolta firme per mantenere l’ambulatorio: «Non lasciateci senza medico»

Nicolas Stochino
Gherardi, raccolta firme per mantenere l’ambulatorio: «Non lasciateci senza medico»

Il 31 ottobre il dottor Stroppa andrà in pensione. I cittadini chiedono continuità

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Gherardi Cresce la mobilitazione nella frazione di Gherardi, dove il neonato Comitato cittadini e assistiti ha raccolto 110 firme per chiedere all’Azienda Usl di Ferrara di garantire la continuità dell’assistenza medica di base dopo il pensionamento del dottor Gianclaudio Stroppa, previsto per il 31 ottobre.

La petizione, indirizzata al direttore generale dell’Ausl – con recapito presso l’Urp del distretto di Copparo – e trasmessa per conoscenza anche alla sindaca di Jolanda di Savoia, Elisa Trombin, chiede che nel bando per l’assegnazione del nuovo incarico nell’ambito territoriale tra Tresignana e Jolanda di Savoia venga inserito un vincolo territoriale stringente “mediante il quale il professionista sia obbligato a garantire l’apertura periodica dell’ambulatorio anche a Gherardi, come ad oggi presente”. Il dottor Stroppa segue infatti pazienti non solo della frazione ma anche dei vicini centri di Tresigallo e Rero.

Alla base della richiesta due argomentazioni principali. Da un lato la fragilità della popolazione locale, in gran parte anziana e con difficoltà negli spostamenti autonomi verso gli ambulatori più vicini, distanti non meno di sei chilometri dal centro abitato. Dall’altro il timore che il modello del medico di comunità, pensato per un bacino d’utenza più ampio, non possa sostituire il rapporto di fiducia e la reperibilità garantiti finora da un professionista dedicato al territorio.

Il documento, sottoscritto da 110 cittadini non solo del borgo, è stato inviato tramite posta elettronica certificata all’Ausl di Ferrara e al Comune di Jolanda di Savoia. I firmatari chiedono ora una risposta formale che tuteli, si legge nella petizione, “il diritto alla salute di tutti i pazienti e la dignità dei più fragili”.

Il caso si inserisce in un tema più ampio che riguarda diverse frazioni del Ferrarese, dove lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione rendono delicata la riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali. Il timore condiviso da molti residenti è che, senza un vincolo esplicito nel bando, l’ambulatorio della frazione possa essere progressivamente ridimensionato, costringendo gli assistiti più anziani a spostamenti lunghi e non sempre agevoli.

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