La Nuova Ferrara

La rassegna speciale

In 1.500 di notte ai concerti nel bosco: «Che magia il Ponte del diavolo»

Daniele Montanari
In 1.500 di notte ai concerti nel bosco: «Che magia il Ponte del diavolo»

L’ideatore Candeli: «In questo luogo millenario tra artisti e pubblico si crea un’atmosfera unica. Cresceremo ancora»

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Centinaia di persone che fanno quasi mezz’ora di cammino nel bosco di notte per arrivare al luogo del concerto. Già se accadesse una volta o due sarebbe qualcosa di notevole. Ma se accade per quattro volte di fila, conquistando alla fine più di 1.500 persone, allora è una piccola magia.

La rassegna

È quanto è successo quest’estate con la rassegna “Emozioni, luci e suoni al Ponte del diavolo”, che si è conclusa il 7 settembre con l’applauditissima esibizione dei Birkin Tree, che hanno proposto un viaggio nella grande musica irlandese e nella storia di uno strumento pieno di fascino come la cornamusa. C’erano almeno in 400 ad ascoltarli: la ciliegina sulla torta per una rassegna iniziata il 13 luglio (con il Duo Umbro) e proseguita con i concerti del 27 luglio (Ten Strings Duo) e del 10 agosto (Andrea Vettoretti e Andrea Candeli). Appuntamenti che hanno visto sempre piena l’arena naturale attorno al celebre monolite che sorge al confine tra Lama Mocogno, Pavullo e Polinago. Persone arrivate dopo una camminata di almeno 25 minuti, rifatta poi al ritorno alla sola luce delle torce. Tanti piccoli punti luminosi a costellare il buio del bosco: uno spettacolo nello spettacolo, questo.

Impossibile il calcolo preciso in uno scenario così, ma dalle auto parcheggiate e dal colpo d’occhio si può parlare senz’altro di almeno 1.500 spettatori per la rassegna. E questo grazie anche al supporto costante di Luca Ricchi di Villa Clorè, che con la sua jeep ha sempre portato gli artisti e tutto il necessario per l’allestimento dei concerti.

«Si crea una magia»

«Portare 1.500 persone nel cuore del bosco di notte non è semplice da nessun punto di vista: si è creata una magia» sottolinea Andrea Candeli, anima del progetto organizzato da Laboratorio Culturale Aps in collaborazione con Ars Nova Aps, con il sostegno della Regione, dei tre Comuni, di BCC Felsinea, Ausl, Lions Club e Fondazione Frignano. «In queste quattro serate ogni volta si è creata un’atmosfera unica: come un viaggio in una dimensione parallela, immersi nella natura e nella musica, tra persone in prima fila che applaudono e altre più lontane che si godono il concerto guardando le stelle. Un pubblico che tutte le volte è stato magnifico, e che voglio ringraziare. A volte in un concerto capita di trovare chi si lamenta perché non trova la poltrona: qui ci sono state centinaia di persone che sono rimaste per ore sedute per terra e nell’andare via hanno ringraziato. Anche per chi si è esibito è stata un’esperienza speciale: non è semplice convincere artisti di livello europeo a esibirsi in mezzo a un bosco. Ma tutti alla fine hanno ringraziato per la suggestione del luogo, e l’acustica unica che si crea sotto il ponte: è un vero e proprio teatro naturale. Siamo partiti con un concerto nell’estate 2023, ne abbiamo fatto un altro nel 2024, poi tre nel 2025 e quattro nel 2026. Se continueranno a sostenerci, andremo sicuramente avanti, crescendo ancora». 

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