La Nuova Ferrara

La sentenza

Ferrara, derubati dopo l’aggancio su Tinder: due anni e 4 mesi a “Melissa”

Alessandra Mura
Ferrara, derubati dopo l’aggancio su Tinder: due anni e 4 mesi a “Melissa”

La ragazza condannata per tre episodi di furto e una tentata estorsione

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Ferrara Su Tinder e Telegram si presentava come “Melissa” o “Queen”, la sua bellezza di ventenne non passava inosservata e i suoi “match” - ovvero le conferme di reciproco apprezzamento con altri utenti - elargiti a uomini anche molto più grandi di lei erano una promessa di serate da ricordare. Certo le ricorderanno per parecchio tempo i tre sventurati corteggiatori caduti nella trappola della seduttrice seriale: al posto di baci e carezze, il furto della catenina e, in un caso, anche un tentativo di estorsione.

Ieri la ragazza, oggi ventunenne, è stata condannata a 2 anni e 4 mesi con rito abbreviato. Nel 2003, all’epoca dei fatti, era appena diciottenne ma già esperta nell’ingannare e tenere testa a uomini adulti. L’esca erano i suoi profili sulle piattaforme di incontri, dove non aveva difficoltà a ottenere appuntamenti. Tre gli episodi contestati nell’arco dei 2023, due volte a casa della parte offesa e una all’interno dell’auto. Lo schema, comunque, era sempre lo stesso: la ragazza approfittava dello scambio di effusioni per abbracciare il partner e sfilargli la catenina, senza che l’uomo si accorgesse di nulla. Solo quando “Melissa” o “Queen” si era ormai congedata, l’amara scoperta del furto. In un caso però le cose erano andate anche oltre. Perché l’imputata aveva preteso mille euro dalla vittima per restituirgli la catenina che per lui aveva un particolare valore affettivo.

L’estorsione non è andata a segno perché l’uomo non solo non le ha dato un soldo, ma a sua volta - come già avevano fatto i suoi compagni di sventura - si è rivolto ai carabinieri per denunciare tutto. Le successive indagini hanno permesso di risalire alla giovane donna e a raccogliere riscontri sulle sue responsabilità. La ragazza, nel frattempo, aveva continuato a “pescare” su Tinder, affinando pure la sua tecnica. Nel 2024 dopo aver fissato un incontro con un cinquantenne, non si era limitata a sfilargli abilmente la catenina ma gli aveva detto di essere minorenne (circostanza non vera) per estorcergli 80 euro con la minaccia di denunciarlo all’autorità giudiziaria. Un episodio per il quale nel febbraio scorso era stata condannata a un anno e mezzo di reclusione. 

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