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La crisi

Il Parlamento europeo in visita a Goro: al centro granchio blu e molluschicoltura

Matteo Ferrati
Il Parlamento europeo in visita a Goro: al centro granchio blu e molluschicoltura

La Commissione pesca: «Siamo qua per riportare i vostri problemi a Bruxelles». Mentre Bonaccini insiste sull’importanza dei fondi per la ricerca

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Goro Quasi 900 chilometri separano Goro dalla “capitale” dell’Unione Europea, Bruxelles. Eppure, nella mattinata del 22 settembre, all’impianto di lavorazione del granchio blu del Consorzio Pescatori di Goro (CoPeGo) le distanze si sono annullate per qualche ora. Accolta dalla sindaca Marika Bugnoli, una delegazione della commissione Pesca del Parlamento europeo ha fatto tappa in questo piccolo comune marinaresco agli estremi del Ferrarese.

La visita rientra in un tour di tre giorni dedicato alle difficoltà della pesca nell’Alto Adriatico, criticità che a Goro sono dovute principalmente alla presenza del granchio blu, una specie aliena e invasiva che da oltre tre anni non accenna a diminuire.

Per l’occasione sono stati momentaneamente lasciati da parte i colori politici, e così nella delegazione guidata dalla francese Isabelle Le Callennec erano presenti gli eurodeputati Stefano Bonaccini e Giuseppe Lupo (Partito democratico), Flavio Tosi (Forza Italia), Carlo Ciccioli e Stefano Cavedagna (Fratelli d’Italia). A chiudere il gruppo, Francisco Millán Mon, Siegbert Droese e Anna Maria Cisint, che ha fortemente voluto questo incontro.

L’accoglienza della sindaca: «Vi racconto il territorio»

Come detto, a fare gli onori di casa è stata la prima cittadina, Marika Bugnoli. «Il caro gasolio, le normative tarate sulle grandi flotte, l’invasione del granchio blu, i cambiamenti climatici con la siccità del Po, il cuneo salino, il riscaldamento delle acque: il mare non ha confini, non ha barriere, quindi sono problemi che viviamo e conosciamo tutti. Ma la nostra realtà deve essere ben compresa».

E quindi Bugnoli spiega la ragione di questo incontro “hic et nunc”: «Per una programmazione mirata, per poter predisporre le risorse in modo giusto, oltre ai problemi è importante conoscere i territori, le marinerie, le realtà. Noi siamo il primo distretto per la produzione di vongole veraci in Italia e in Europa e i nostri due porti, quello di Goro e di Gorino, contano circa 2mila imbarcazioni, e questo fa di noi il primo comune italiano per numero di barche. Il nostro è un piccolo comune di 3.450 abitanti, di cui 1.300 sono pescatori: qui viviamo solo di mare».

Insomma, per Goro la pesca e l’acquacoltura non sono un settore, sono il settore. «Non chiediamo all’Europa privilegi, ma degli strumenti concreti per poter continuare a svolgere l’attività di acquacoltura e per gestire il granchio blu – chiede la sindaca rivolta ai nove europarlamentari della delegazione –. Chiediamo delle norme che tengano conto della nostra specificità».

La delegazione risponde

A queste parole ha replicato la capodelegazione Le Callennec: «Abbiamo preso nota di tutte le difficoltà che state vivendo. Noi oggi siamo qua per vedere, per capire che cosa è necessario fare e per riportare queste problematiche a livello della Commissione europea e del Consiglio europeo, quindi dei capi di Stato e di Governo».

Le Callennec promette che le cose cambieranno. «Al Parlamento europeo abbiamo approvato la settimana scorsa una risoluzione per migliorare la politica comune della pesca. Stiamo lavorando anche sul Feampa, fondo che conoscete e che utilizzate per finanziare diversi progetti».

In merito al granchio blu, conclude la francese: «L’abbiamo assaggiato e non è poi così male come sapore. Però bisogna decidere che farne: valorizzarlo oppure, in un certo senso, cercare di eliminarlo?».

Stefano Bonaccini detta la linea

Proprio quest’ultimo passaggio non è piaciuto molto all’ex presidente della Regione Bonaccini, che ha voluto mettere in chiaro quale deve essere il focus anche nei palazzi europei: il granchio blu non va valorizzato, va limitato il più possibile.«Una cosa deve essere chiara a tutti i componenti della Commissione: il granchio blu può essere un’opportunità solo se lo si riduce e non distrugge la produzione di vongole, di cui questo Comune è capitale in Italia e in Europa. Se non arrivano aiuti che portino la ricerca a dimostrare e a stabilire come si può sterilizzare o ridurre la produzione di uova, che sono milioni e milioni, noi rischiamo che il granchio blu ammazzi l’economia del territorio».

Spiega infatti l’eurodeputato per il Pd: «La produzione di vongole ha tenuto in piedi questo territorio e ha permesso, soprattutto nel dopoguerra, di dare da mangiare all’80-90% delle famiglie di Goro. Tutte le istituzioni insieme, e io ringrazio la Commissione Pesca per essere venuta qua, tengano conto di questo elemento. Goro ha una specificità che non può essere paragonata ad altre specificità. Altrimenti qui veramente la gente rimane senza lavoro, e non sarà di certo il granchio blu a dare le opportunità che oggi danno le vongole».

Ora si attende il bilancio

Il Parlamento europeo sembra dunque aver indicato una strada e la missione (che si concluderà oggi ad Ancona) si svolge in un momento delicato, proprio mentre è aperto il negoziato sul bilancio pluriennale dell’Unione per il 2028-2034.

La proposta della Commissione prevede circa 2 miliardi di euro nei piani nazionali, dunque tagli rispetto al passato. Mentre, nella sua posizione negoziale, il Parlamento europeo ha chiesto 7,3 miliardi di euro per la pesca nell’ambito della rubrica 1, oltre a 1,5 miliardi nella rubrica 3 per la dimensione esterna della politica della pesca.

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