Pomposa, Ageste avvia il licenziamento collettivo: undici posti di lavoro a rischio a Conserve Italia
La cooperativa motiva gli esuberi con la cessazione, dal 1° ottobre, di alcune lavorazioni di stoccaggio, che verrebbero sostituite dal sistema di automazione “layer picking”
Pomposa A soli due giorni dagli investimenti annunciati da Conserve Italia in occasione dell’Open Day del 19 settembre, nello stabilimento di Pomposa e nell’ambito delle celebrazioni per i cinquant’anni del Gruppo, Ageste avvia una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge undici lavoratrici e lavoratori impegnati nell’appalto logistico.
Conserve Italia ha presentato investimenti per 86,9 milioni di euro nel triennio 2023-2026, di cui oltre la metà destinata allo stabilimento di Pomposa, per l’ampliamento del magazzino automatico, il picking automatizzato e altre innovazioni. La cooperativa Ageste motiva gli esuberi con la cessazione, dal 1° ottobre, di alcune lavorazioni di picking e stoccaggio, che verrebbero sostituite dal sistema di automazione “layer picking”.
Come organizzazioni sindacali abbiamo aperto il confronto previsto dalla procedura di licenziamento collettivo, chiedendo ad Ageste di valutare concretamente tutte le alternative possibili: ammortizzatori sociali, riduzione dell’orario di lavoro, ricollocazioni interne e confronto con il committente.
La vicenda di Pomposa mostra con chiarezza un tema che riguarda già oggi il nostro territorio e che coinvolgerà sempre più lavoratrici e lavoratori: l’automazione e l’innovazione stanno trasformando l’organizzazione del lavoro, ma non possono tradursi semplicemente nella perdita di occupazione e reddito. I benefici degli investimenti e della maggiore produttività devono essere condivisi e accompagnati da scelte che tutelino le persone coinvolte.
Per questo chiediamo alle aziende e alle amministrazioni, ciascuna per il livello e le responsabilità che rappresenta, di essere parte attiva nella difesa dell’occupazione, nella salvaguardia del reddito e nella costruzione di una redistribuzione più equa della ricchezza prodotta. A Conserve Italia, che dichiara di voler continuare a crescere creando valore per soci, territori e consumatori, chiediamo che questa crescita includa anche chi lavora negli appalti dello stabilimento.
Non vi è crescita del territorio senza salvaguardia dell’occupazione e del reddito.
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