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Inaugurazione

Agroalimentare, dottorato e ricerca: Iasa è il primo campus al mondo con Bonifiche Ferraresi

Matteo Ferrati
Agroalimentare, dottorato e ricerca: Iasa è il primo campus al mondo con Bonifiche Ferraresi

La Scuola universitaria, istituita dal ministero della Ricerca, partirà a Jolanda di Savoia. Il presidente Vecchioni: «Ci crediamo da 10 anni, qui nasce la classe dirigente»

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Jolanda di Savoia Non più soltanto “Comune più basso d’Italia”. Da oggi Jolanda di Savoia potrà vantare un nuovo primato assoluto nel Belpaese, un primato che parla di ricerca, futuro, innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Nella mattinata di ieri, 25 settembre, nella sede di Bonifiche Ferraresi Spa, si è tenuto l’evento di presentazione di Iasa- Institute of advanced science for agriculture, la prima scuola internazionale di dottorato e centro di ricerca e alta formazione universitaria dedicato interamente all’agroalimentare.

Istituita dal Ministero dell’Università e della Ricerca e promossa da BF, Iasa ha lo status di Scuola universitaria superiore (non statale) a Ordinamento speciale. Con lei, in Italia si raggiunge quota 9 istituti di questo genere: facile intuire che si tratti di massima eccellenza.

Questa scuola, il cui primo “anno accademico” partirà il 1º novembre, nasce con il compito di formare capitale umano altamente qualificato, capace di operare su scala globale nell’adozione di innovazioni agro-tecnologiche, nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nello sviluppo di filiere produttive resilienti. Il tutto all’interno di una strategia internazionale di lungo periodo – che prosegue quella di BF international – in coerenza con gli indirizzi del Piano Mattei per la formazione e cooperazione internazionale: un primo e importante ponte con diversi Paesi africani è già stato creato (presente ieri in sala infatti una delegazione della Mauritania).

Il Campus di Iasa sorge a Jolanda, all’interno del polo agro-zootecnico industriale di Bonifiche Ferraresi, ed offre vitto e alloggio per i ricercatori che da novembre in poi arriveranno. Qui si trovano aule, laboratori scientifici, un auditorium, oltre 150 posti letto e un servizio di ristorazione. Ancora, oltre 5mila ettari di azienda agraria sperimentale e un ampio sistema di servizi e tutoraggio.

I “padroni di casa”

Ad aver aperto la giornata storica di ieri mattina è stata la sindaca di Jolanda, Elisa Trombin. «Iasa cambierà radicalmente la prospettiva del mio paese: non stiamo semplicemente tagliando il nastro di un nuovo istituto, stiamo posando la prima pietra di una visione del futuro», dice Trombin di fronte a una sala gremita di imprenditori, studenti, autorità civili, militari e religiose e anche al ministro di università e ricerca Anna Maria Bernini. «Jolanda ha un legame antico, viscerale e profondo con l’agricoltura. È una terra conquistata con la fatica, la bonifica, con il lavoro quotidiano di generazioni che hanno fatto del rispetto per il suolo e della vocazione agricola la propria identità», conclude la prima cittadina, che ringrazia in particolare chi da tempo ha raccolto e portato avanti questo dna con una visione illuminata: Bonifiche Ferraresi.

Ed è proprio il presidente esecutivo BF e padrone di casa Federico Vecchioni a prendere la parola. «Noi crediamo da 10 anni a questo percorso di ricerca, formazione e investimento nella conoscenza. Questo progetto nasce nella convinzione di non avere un limite temporale: e l’unico modo per garantire a BF di non avere un limite temporale è affidarsi alle future generazioni. Con l’Iasa contribuiremo alla formazione della futura classe dirigente dell’agribusiness globale, consegnando a chi verrà uno strumento certo per realizzare i loro sogni».

Il cuore di Iasa è il suo saper tessere una rete nel mondo: «L’istituto rientra nel Piano Mattei, ed è il cuore di una visione internazionale dell’Italia che oggi, per la prima volta, ha un attore economico nazionale capace di misurarsi oltre i confini nazionali – afferma con forza Vecchioni –. E lo fa con un parterre di imprese che ha in BF la capofila, ma nella “business community” italiana un legame forte e una moltitudine di soggetti». Abbiamo parlato di intesa salda con l’Africa e, come sottolinea il presidente di BF, non bisogna pensare ad una forma di neocolonialismo ma alla creazione di un legame di alleanza paritetica nell’ottica comune di sviluppo e crescita.

L’offerta formativa

Come detto, l’anno accademico Iasa 2026-2027 partirà a novembre. L’offerta didattica si concentra su programmi scientifico-didattici avanzati che integrano agri-business e agri-tech. Il primo dottorato in Advanced sciences for Agrifood systems (42º ciclo) formerà ricercatori e professionisti di alto profilo capaci di concepire e guidare in autonomia programmi di ricerca e innovazione applicati ai sistemi agroalimentari. Il dottorato dura tre anni e prevede 22 posti, di cui 12 con borsa di studio (8 sono riservati a studenti e studentesse candidati provenienti da Paesi africani) e 10 di dottorato industriale. Numeri decisamente importanti e una proposta di altissima qualità (e unicità) che hanno portato, ad oggi, alla candidatura di ben 528 persone.

I valori della scuola

L’Institute of advanced science for agriculture si basa su un approccio interdisciplinare e si fonda su quattro colonne: innovazione scientifica con conoscenza fondata sui dati e sulla ricerca; sostenibilità, attraverso modelli agricoli e alimentari responsabili sul piano ambientale, economico e sociale; collaborazione, con connessioni tra università, ricerca, imprese e territorio e tra pubblico e privato: è proprio quest’ultimo binomio ad aver permesso la nascita di questo centro unico al mondo e di assoluta eccellenza. Infine - ma non ultimo - impatto concreto, trasformando il sapere scientifico in soluzioni applicabili e affrontando le sfide globali di sicurezza alimentare, cambiamento climatico e resilienza delle filiere.

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