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Ferrara Summer Festival, sondati i primi artisti per il 2027: ecco chi sono

Daniele Oppo
Ferrara Summer Festival, sondati i primi artisti per il 2027: ecco chi sono

La composizione della line-up che si esibirà in piazza Ariostea resta aperta

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Ferrara Faith No More, Chemical Brothers, Evanescence e Charlotte de Witte. Sono i primi nomi sondati per il Ferrara Summer Festival 2027. Nessuna presenza è ancora ufficiale e la composizione della line-up resta aperta, ma gli artisti sono i primi ad essere entrati nel perimetro delle valutazioni per la prossima edizione della rassegna.

Quattro ipotesi che coprono generi e pubblici diversi. Dal rock alternativo dei Faith No More all’elettronica dei Chemical Brothers, passando per il nu metal degli Evanescence e la techno della dj e produttrice belga Charlotte de Witte, protagonista del concerto gratuito organizzato a Genova dal Comune di cui si è molto parlato negli ultimi mesi in tema di gestione degli spazi pubblici e degli eventi. Tutti nomi di richiamo internazionale che confermerebbero l’ambizione del festival di mantenere un cartellone eterogeneo e di alto profilo.

La programmazione artistica comincia dunque a prendere forma mentre restano aperti sia il fronte politico che quello giudiziario sulla sede prescelta. Come abbiamo riportato ieri, 25 settembre, il gruppo di lavoro interassessorile costituito dal Comune per cercare una possibile alternativa a piazza Ariostea non ha individuato una collocazione ritenuta idonea. Il Festival è quindi destinato a restare nella piazza anche nel 2027, salvo ripensamenti o soluzioni che dovessero emergere nei prossimi mesi. E salvo che il Tar non metta i bastoni tra le ruote con la sua decisione sul ricorso presentato dai residenti, attesa entro la fine dell’anno.

La scelta di mantenere piazza Ariostea come location del festival è una conclusione che affossa le aspettative maturate tra i residenti durante il contenzioso davanti al Tar e dopo un’estate di forti tensioni. Nell’ambito del giudizio il Comune aveva infatti depositato una direttiva con cui il sindaco chiedeva al direttore generale la costituzione, entro luglio, di un gruppo di lavoro interassessorile per individuare una possibile nuova sede. In un incontro informale con alcuni residenti, lo stesso primo cittadino aveva inoltre prospettato lo spostamento della manifestazione.

E sulla questione interviene ora Sara Conforti, consigliera comunale del Partito democratico: «Per fortuna ci sono i giornali, visto che il Comune continua a procedere nel totale spregio del rispetto istituzionale. Una Commissione urgente richiesta a luglio e mai convocata, un’interrogazione ancora senza risposta e una decisione assunta senza alcun confronto. Il tutto senza attendere il giudizio di merito del Tar, che è già intervenuto in fase cautelare».

La richiesta di una commissione consiliare congiunta era stata depositata il 14 luglio da tutti i gruppi di opposizione: Partito democratico, Civica Anselmo, La Comune di Ferrara e Movimento 5 Stelle. L’obiettivo era aprire un percorso pubblico sul modello di programmazione, sulla localizzazione e sulla gestione dei grandi eventi cittadini, partendo proprio dal caso del Summer Festival. Alla seduta avrebbero dovuto partecipare gli assessori competenti, una delegazione dei residenti, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali. A più di due mesi di distanza, la commissione non risulta ancora convocata.

Nel documento le opposizioni chiedevano di analizzare non solo le ricadute turistiche ed economiche dei grandi eventi, ma anche gli effetti sulla salute e sul riposo, sull’ambiente, sulla mobilità, sul patrimonio storico e sulla fruibilità ordinaria degli spazi pubblici. Tra gli obiettivi figuravano inoltre la definizione di criteri trasparenti per la scelta delle sedi, una programmazione pluriennale e strumenti permanenti di consultazione e monitoraggio.

Più di recente, l’8 settembre, Conforti ha presentato anche un’interrogazione specifica sugli esiti del gruppo interassessorile. Nove le domande rivolte al sindaco e alla giunta: dalla composizione del tavolo al numero delle riunioni svolte, dalle localizzazioni esaminate ai criteri utilizzati per valutarle, fino all’eventuale esistenza di verbali, relazioni o schede comparative. La consigliera chiedeva inoltre che gli esiti del lavoro tecnico fossero messi a disposizione del Consiglio comunale prima di qualsiasi decisione definitiva.

L’interrogazione ricordava anche che per il 4 novembre è fissato il giudizio di merito davanti al Tar Emilia-Romagna. In sede cautelare, con l’ordinanza n. 207/2026, il tribunale era già intervenuto sull’edizione appena conclusa, modificando orari e prescrizioni acustiche per alcuni eventi. Conforti contesta quindi che la permanenza del Festival in piazza Ariostea sia maturata senza attendere quella pronuncia e senza un passaggio preventivo in Consiglio comunale.

Le alternative considerate nel dibattito comprendevano lo stadio Paolo Mazza, piazza Trento Trieste, l’ippodromo, il Parco urbano, la Fiera e l’aeroporto. Nessuna avrebbe superato l’insieme delle valutazioni legate a capienza, sicurezza, viabilità, parcheggi, infrastrutture, impatto acustico e ricadute economiche. Ma proprio l’assenza di una ricostruzione pubblica del lavoro svolto alimenta ora la contestazione politica.

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