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Il lutto

Ferrara, il calcio piange il “presidentissimo”: Paolo Tantardini è stato l’uomo delle vittorie

Davide Bonesi
Ferrara, il calcio piange il “presidentissimo”: Paolo Tantardini è stato l’uomo delle vittorie

La Mondadori, il rapporto con Berlusconi e le tante promozioni in provincia

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Ferrara Difficile raccontare in un articolo chi era Paolo Tantardini. Per chi ha vissuto con lui l’epopea d’oro del calcio dilettantistico ferrarese era il “presidentissimo”, l’uomo delle tante vittorie, amante dei suoi ragazzi, ma anche capace di creare armonia fra i colleghi, lui che era amico di tutti, in primis dell’ex presidente spallino Walter Mattioli. Tantardini aveva 88 anni, ne avrebbe compiuto 89 a breve, è morto alla Fondazione Ado dove era ospite da qualche tempo a causa dell’aggravarsi della malattia. Lascia la moglie Ida, la figlia Silvia e il primo genito che vive in Lombardia, da dove tanti anni fa Tantardini era arrivato nella nostra città, per lavorare. Tantardini ha guidato per decenni la Mondadori di Ferrara, si vantava di conoscere personalmente Silvio Berlusconi e come il patron di Mondadori e Milan adorava il calcio.

«Siamo stati insieme per più di 50 anni - ci dice la moglie -; Paolo veniva da famiglia semplice e ha sempre rispettato tutti. Il calcio era tutto per lui, per lo sport toglieva tanto tempo alla vita, ma sapeva che io non ero appassionata, d’altronde era la sua passione e l’ho sempre assecondato. Abbiamo passato una buona vita insieme, mi mancherà perché nonostante gli alti e bassi normali in una coppia è sempre stato un marito rispettoso e buono. E come detto era semplice, aiutava tutti e nella vita si è sempre comportato onestamente. E so che in tanti gli volevano bene. Berlusconi? Lavorando alla Mondadori abbiamo avuto occasione di incontrarlo più di una volta a feste organizzate a Milano».

La carriera di Tantardini nel calcio è stata lunghissima, ricca di vittorie e senza retrocessioni come ha sempre detto con orgoglio. Nel suo ufficio c’erano trofeo, coppe, le foto delle due visite a Milanello ai tempi in cui era presidente del Milan. Ha iniziato con i campionati amatoriali, poi il calcio giovanile con l’Audax di Resca e Mirella, poi è iniziata l’avventura ricca di trionfi con i “grandi” al Molinella, preso in Prima categoria e lasciato in Eccellenza. Poi altri otto anni a Migliarino dalla Seconda categoria fino alla Promozione. Ancora, il passaggio al Migliaro, una breve parentesi al Gualdo Voghiera e le ultime soddisfazioni alla Virtus Malborghetto, dove non ha fatto mancare il proprio contributo, ossia puntare a vincere e fare gruppo.

In una bella intervista del collega Paolo Negri nel 2000 alle domande “Nel calcio ha investito molto? E lo rifarebbe, risposte così: «Sì, in questi anni ho compiuto investimenti notevoli, però mi sono sempre adoperato per trovare sponsor e persone capaci. In più assicuro che il calcio mi ha fatto divertire più di quanto m’è costato: sa, quando si vince un campionato si sta bene per un bel po’...».

I successi di cui andava tanto orgoglioso, oltre ai due campionati vinti con gli amatori e i tanti a livello giovanile, sono state le due promozioni a Molinella e le due successive a Migliarino.

In questi anni gli è sempre rimasto vicino Renzo Rosatti, suo storico direttore sportivo prima a Migliarino e poi anche a Migliaro: «Tantardini qui a Migliarino ha fatto la storia, viene ricordato nel bene da tutti. Portò la squadra dalla Seconda categoria alla Promozione, c’erano 500-600 persone nelle partite interne allo stadio, ci portò per due volte a vedere il grande Milan di quei tempi a Milanello, due anni a fila. E non ha vinto solo qui ma anche prima a Molinella e ancora in seguito a Malborghetto. Paolo era una persona squisita, un uomo navigato, abituato a stare in mezzo alla gente. Si faceva volere bene e il suo idolo era Berlusconi, nel calcio, nella politica e anche come uomo. Paolo era davvero un grande, siamo sempre rimasti in rapporti in questi anni, lo andavo a trovare anche in montagna e ci siamo sentiti spesso anche nei momenti meno belli, quando sono arrivati i problemi di salute. Mi mancherà».

La cerimonia funebre è prevista giovedì pomeriggio, 1 ° ottobre, partendo con il corteo dalla camera mortuaria in Fossato di Mortara alle 14.50 per il Corpus Domini in via Pergolato a Ferrara, dove alle 15 si celebra la santa messa.

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