La Nuova Ferrara

Stop sussidi alle famiglie dei 'maranza', il ddl di Fratelli d'Italia: benefici sospesi se minore condannato ad almeno un anno

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Roma, 27 set. (Adnkronos) - Stop ai sussidi alle famiglie dei 'maranza'. Lo prevede il disegno di legge, firmato dal senatore Matteo Gelmetti, presentato da Fratelli d'Italia a Palazzo Madama il 18 settembre e ora in attesa di assegnazione alle commissioni. Il provvedimento, che l'Adnkronos ha visionato, si compone di sei articoli e punta a introdurre un sistema di responsabilizzazione dei genitori dei minorenni coinvolti in procedimenti penali, collegando in determinati casi la condanna del minore alla sospensione di alcuni benefici economici comunali non essenziali. Il testo parte da un "progetto educativo familiare individualizzato", che i servizi sociali territoriali possono proporre, nell'ambito di un procedimento penale minorile, ai genitori, agli esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o agli affidatari. L'obiettivo indicato è favorire "la responsabilizzazione dei genitori" e la collaborazione tra famiglie, Comuni e servizi competenti, con un percorso che può durare fino a dodici mesi, salvo proroga motivata. L'articolo 2 è dedicato alla "sospensione dei benefici comunali non essenziali". Il Comune, prevede il testo, dispone la sospensione di un beneficio nei confronti dei genitori, dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, dei tutori o degli affidatari quando il minore sia stato condannato, "anche in primo grado", a una pena detentiva non inferiore a un anno. La durata della sospensione corrisponde a quella della condanna e la scelta del beneficio da sospendere deve tenere conto della gravità del reato, della situazione personale ed economica dell'interessato e dell'impatto sul minore. Non si tratta però di una revoca generalizzata di tutti gli aiuti alla famiglia. Il provvedimento circoscrive infatti la misura ai "benefici comunali non essenziali", definiti dall'articolo 3 come contributi, vantaggi economici, agevolazioni tariffarie e altre utilità premiali o discrezionali ulteriori rispetto ai livelli essenziali delle prestazioni e non destinate a soddisfare diritti fondamentali o bisogni primari. Restano fuori anche i benefici integralmente disciplinati o finanziati dallo Stato o dalle Regioni, salvo che la relativa normativa attribuisca espressamente al Comune il potere di fissare ulteriori requisiti. Un altro elemento previsto dal ddl è che non si possono recuperare le somme già legittimamente percepite: la sospensione può riguardare soltanto prestazioni future o in sede di rinnovo. E, soprattutto, il testo esclude espressamente "sanzioni collettive" e "preclusioni permanenti", prevedendo che siano nulle le clausole regolamentari che introducano automatismi o sospensioni di prestazioni escluse dall'ambito della legge. L'articolo 4 stabilisce che i consigli comunali dovranno disciplinare la sospensione dei benefici nei casi e nei limiti previsti dalla legge, individuando tassativamente i benefici interessati, il responsabile del procedimento, la graduazione delle misure e le modalità di raccordo con l'autorità giudiziaria minorile. Prima della sospensione è inoltre prevista una procedura in contraddittorio: il Comune deve comunicare l'avvio del procedimento, il beneficio interessato, la sospensione ipotizzata e concedere almeno 30 giorni per presentare osservazioni e documenti. Il provvedimento prevede infine che, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge, il ministero dell'Interno, di concerto con Giustizia e Lavoro, sentiti la Conferenza Stato-Città e il Garante per la protezione dei dati personali, adotti linee guida nazionali e uno schema-tipo di regolamento comunale. L'attuazione dovrà avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il ddl Gelmetti arriva dopo il caso sollevato dal sindaco di Legnago Paolo Longhi, che aveva annunciato la revoca di contributi comunali alle famiglie di due giovani accusati di aver aggredito un tabaccaio e scippato un'anziana. E sulla stessa linea, ma con una formulazione annunciata come più netta, si muove anche la Camera. Oggi il capogruppo di Fdi a Montecitorio Galeazzo Bignami ha infatti annunciato sui social una proposta di legge parallela, spiegando che l'obiettivo è fare in modo che la revoca dei sussidi alle famiglie dei 'maranza' avvenga "automaticamente e non sulla base della scelta di un sindaco".

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