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Grande opera

Ferrara, c’è un Castello da “guarire”: via a quattro anni di lavori

Andrea Mainardi
Ferrara, c’è un Castello da “guarire”: via a quattro anni di lavori

Salvo l’incendio di Capodanno e il fossato andrà svuotato

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Ferrara Il 29 settembre del 1385 venne posata la prima pietra della fortezza che, secondo il volere degli Este, diventerà poi il Castello che tutti oggi conosciamo. Ben 641 anni dopo, nello stesso giorno, parte il più importante cantiere nella storia del monumento. I lavori avranno un costo complessivo di 16,2 milioni di euro e saranno finanziati da Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ferrara.

L’obiettivo? Non solo mettere in sicurezza il monumento ancora ferito dal terremoto del 2012, ma realizzare una vera e propria rifunzionalizzazione dei suoi spazi per renderlo sempre di più il cuore pulsante della città mantenendo nel contempo fruibili i percorsi museali e le attività storiche. Salvo intoppi, il gruppo di imprese capitanata dalla veneziana Lares completerà i lavori in quattro anni seguendo un preciso cronoprogramma. Da qui a fine anno si agirà sull’area Sud e su via Coperta mentre nella fase 2 che idealmente occuperà tutto il 2027 i lavori si sposteranno nella parte Est e nel Giardino di Eleonora. In questo frangente le ditte lavoreranno anche nel fossato, il quale andrà necessariamente svuotato. Le parti successive prevederanno nel 2028, 2029 e metà del 2030 il completamento delle opere nei lati Nord e Ovest.

«A 14 anni dal terremoto finalmente iniziamo – afferma soddisfatto il presidente della Provincia Daniele Garuti –. Il Castello è il monumento simbolo della città che, solo nel 2025 ha visto 150mila ingressi turistici. Le ditte che si occuperanno dei lavori sono state scelte tra 45 proposte economiche. Mi fido di loro dato che alcune di queste, come Lithos e IMartini, si sono occupate anche della riqualificazione del castello di Poggio Renatico». Corsi e ricorsi storici anche per il Prefetto Massimo Marchesiello: «Il 29 settembre 1985 ho iniziato a lavorare a Ferrara. È giusto che il Castello resti un patrimonio a disposizione della città, che potrà anche contare su un altro evento identitario come l’incendio di Capodanno che si svolgerà ugualmente». Arrivare a questo punto non era scontato come racconta il consigliere regionale Paolo Calvano: «Tra fine 2023 e inizio 2024 pensavamo che questi lavori non si sarebbero mai fatto dato che era venuto meno una parte del finanziamento regionale. Abbiamo poi costituito una vera task force per recuperare risorse, riuscendo così anche a far iniziare tutto l’iter procedurale. La Regione considera strategica quest’opera e serviranno quattro anni di pazienza per poter poi assicurare lunga vita al castello».

L’assessore Gulinelli ha sottolineato il valore del polo museale che negli anni il monumento è diventato. Successivamente la Responsabile Unica del Procedimento Angela Ugatti ha voluto omaggiare l’ingegner Giuliano Mezzadri, scomparso nel 2023, il quale è stato «la persona che ha tracciato lo spirito del progetto». Infine per Massimo Mario Cherido, della ditta Lares, questi lavori rappresentano un cerchio che si chiude: «Per me era un sogno che finalmente si è realizzato. Nella mia carriera per molto tempo mi sono formato lavorando anche a Ferrara e quest’opera è motivo di grande orgoglio per tutti noi. Inoltre ci occuperemo anche del restauro della basilica». 

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