La Nuova Ferrara

Coltellata a scuola

Liceale ferito all’Ariosto di Ferrara: l’aggressore è stato arrestato

Andrea Mainardi
Liceale ferito all’Ariosto di Ferrara: l’aggressore è stato arrestato

Terrore nei bagni dell’istituto. Usata un’arma di quindici centimetri

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Ferrara Mancano pochi istanti alle 10.15 e nelle aule del Liceo Ariosto risuona la campanella dell’intervallo. Come sempre i ragazzi ne approfittano per chiacchierare, sgranchirsi le gambe, mangiare qualcosa o anche semplicemente andare in bagno.

Un rito collettivo che ieri è diventato un incubo e, solo per pochi centimetri, oggi non si parla di tragedia. Proprio nei bagni dell’ala nuova della scuola infatti accade l’impensabile, uno di quei fatti di cronaca che in una città come Ferrara si leggono aggrottando la fronte ma sempre con un po’ di distacco. “Qui? Ma figurati…”.

Cosa è successo

E invece ieri mattina un giovane che frequenta la classe seconda dell’Ariosto esce dal bagno incrociando per la sua strada un altro ragazzo, un diciannovenne, appoggiato al muro che sembra non curarsi di lui. Da qui però i secondi sembrano diventare un’eternità: all’improvviso il più grande prima spinge lo studente all’indietro verso il wc e poi estrae un coltello da sub lungo quindici centimetri sferrando un fendente dal basso verso l’alto. Il colpo è destinato a non lasciare scampo. L’aggredito però riesce con tutta probabilità a salvarsi la vita con un riflesso istintivo, fatto di pura sopravvivenza, che gli consente di deviare il colpo ferendosi solamente al braccio ed alla mano. L’accoltellatore viene anche disarmato e inizia la sua fuga abbattendo prima la porta del bagno e poi facendo perdere le proprie tracce per via Arianuova. Resta da chiarire se sia uscito scavalcando il cancello principale oppure dall’ingresso al civico 17 una volta scese rapidamente le scale. Nel frattempo un altro alunno, che era venuto per richiamare il compagno per invitarlo a rientrare in classe, assiste impietrito alla scena ed è anche tra i primi a chiamare i soccorsi assieme ad alcuni professori attirati a loro volta dalle grida del ferito. Il personale Ata poi rinviene per le scale il coltello abbandonato dall’aggressore e sul posto arrivano immediatamente i carabinieri seguiti da ambulanza e polizia.

Scattano le indagini, poi l’arresto

Nel giro di pochissimi minuti la voce di quanto accaduto si sparge per tutto il liceo con i ragazzi che tempestano di messaggi e compagni e genitori. Lo sgomento è poi difficilmente spiegabile, a maggior ragione per un’aggressione di tale portata nell’Ariosto ovvero uno dei fiori all’occhiello del sistema scolastico cittadino. Intanto dentro all’istituto le attività si bloccano con i ragazzi che vengono fatti rimanere tassativamente all’interno delle proprie classi per scongiurare pericoli ulteriori. I carabinieri della stazione di Ferrara, dopo 10 ore di ricerche, sono riusciti a identificare e arrestare l’aggressore. Si tratta di un maggiorenne della zona, disoccupato, ed è ritenuto presunto responsabile dei reati di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio. Lo stesso liceale aggredito, che ha fortunatamente riportato lievi ferite, era stato in grado di fornire alcuni dettagli pur ribadendo di non conoscere l’aggressore. Determinante per l’identificazione del presunto colpevole è stato il fodero del coltello: nel corso delle immediate e serrate ricerche del responsabile attivate sul territorio, i militari hanno casualmente perquisito il maggiorenne, il quale è stato trovato in possesso del fodero dell’arma da taglio – perfettamente compatibile con la lama trovata a scuola – e degli indumenti indossati al momento dell’aggressione. L’arrestato è quindi stato sottoposto ad interrogatorio da parte del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica estense ed è al momento agli arresti in una struttura sanitaria - da valutare infatti il suo stato psichico -, in attesa dell’udienza di convalida. Gli accertamenti continueranno, per comprendere quali motivazioni abbiano spinto il probabile aggressore a compiere un gesto così violento. Al momento, anche gli inquirenti escludono qualsiasi rapporto di conoscenza tra vittima e indagato.

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