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La vicenda

Ferrara, molesta una specializzanda: professore sospeso e senza stipendio 4 mesi

Daniele Oppo
Ferrara, molesta una specializzanda: professore sospeso e senza stipendio 4 mesi

Il Tar conferma il provvedimento disciplinare, emerso ora per la prima volta

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Ferrara Un professore associato dell’Università di Ferrara è stato sospeso dall’ufficio e dallo stipendio per quattro mesi con l’accusa di aver adottato «condotte ostili, minacciose e persecutorie, qualificabili in termini di molestie e mobbing» nei confronti di una specializzanda.

La vicenda emerge ora da una sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che ha respinto integralmente il ricorso presentato dal docente contro la sanzione disciplinare, confermando la legittimità dell’operato dell’università. La decisione disciplinare era stata adottata nel 2024 dal Consiglio di amministrazione dell’ateneo, sulla base del parere vincolante espresso dal Collegio di disciplina.

All’origine del caso vi è la segnalazione inviata nel giugno 2023, tramite il proprio legale, da una specializzanda iscritta a una scuola di specializzazione dell’Università di Ferrara e titolare di contratto di formazione specialistica. La segnalazione era stata trasmessa sia all’ateneo sia all’azienda sanitaria ferrarese, dettaglio che suggerisce che la vicenda si sia svolta in ambito sanitario. Dalla contestazione disciplinare, richiamata dalla sentenza, si possono evincere quali comportamenti sono stati censurati: «Condotte ostili, minacciose e persecutorie, qualificabili in termini di molestie e mobbing» nei confronti della specializzanda, tali da incidere negativamente sul suo percorso formativo. Al professore viene contestato di aver assunto «in più occasioni un atteggiamento inquisitorio» per ottenere informazioni sulla vita privata e sentimentale della dottoressa e avrebbe adottato decisioni organizzative motivate da ragioni estranee all’attività lavorativa e formativa.

La vicenda è stata dapprima esaminata dalla Commissione etica dell’università, che ha accertato violazioni del Codice etico e ha trasmesso gli atti alla rettrice. Successivamente il Senato accademico, ha disposto l’avvio del procedimento nei confronti del professore.

Nel ricorso, il docente contestava sia la regolarità procedurale sia il merito delle valutazioni svolte dall’università. Secondo il Tar, però, il procedimento si è svolto nel rispetto delle garanzie difensive, attraverso un’istruttoria definita «approfondita, articolata e dettagliatamente verbalizzata».

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