La Nuova Ferrara

Lo stabilimento

Lido Estensi, finita l’era Aquarama: il parco giochi torna al demanio

Katia Romagnoli
Lido Estensi, finita l’era Aquarama: il parco giochi torna al demanio

I figli del proprietario hanno rinunciato all’eredità

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Lido Estensi Al decesso dei titolari, i figli hanno rinunciato all’eredità dello storico parco acquatico Aquarama del Lido Estensi, tornato così nella piena disponibilità del demanio pubblico. Dopo anni di chiusure, tentativi di rilancio falliti e annunci di vendita rimasti inevasi, per l’Aquarama di Lido Estensi si apre un nuova fase, comunque ricca di incertezze.

Gli eredi della famiglia Cavalieri hanno infatti rinunciato, in queste settimane, all’eredità dell’impianto sportivo, rinuncia che comprende bar, spogliatoi, piscina e acquascivolo, ancora oggi visibili, in stato di degrado, nel tratto finale del lungomare Saverio Pozzati, sulla sponda nord del canale Logonovo. La struttura è tornata, così, nella disponibilità del demanio pubblico e il suo futuro sarà vincolato alle procedure per l’assegnazione delle concessioni demaniali, previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. «Io e mia sorella Annamaria – ci spiega Christian Cavalieri -, abbiamo rinunciato all’eredità del parco acquatico. Papà Bruno è deceduto nell’agosto di quest’anno, mentre mamma Paola, titolare dell’impianto, era già deceduta nel 2023. Avevamo provato a vendere la struttura – prosegue –, ma nessuno si è fatto avanti. Il prossimo anno ci saranno le aste a evidenza pubblica delle concessioni demaniali ed è pure un’incognita. Nessuno si sarebbe sognato di fare investimenti, nell’incertezza poi di riaggiudicarsi la concessione demaniale, che obbligatoriamente dovrà andare all’asta. Ci siamo liberati di un peso e abbiamo rinunciato all’eredità. Io ero cresciuto là dentro. Avevo 16 anni e mia sorella ne aveva 22 quando i nostri genitori, nel 1992 avevano acquistato l’Aquarama».

Da giugno 2027, una volta espletate le procedure a evidenza pubblica previste proprio per le concessioni, il Comune di Comacchio potrà confrontarsi con eventuali nuovi soggetti interessati alla gestione e alla riqualificazione dell’area. Nato nel cuore della stagione d’oro del turismo ai Lidi, l’Aquarama era stato acquistato dalla famiglia Cavalieri nel 1992. Tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso aveva rappresentato una delle attrazioni di maggior richiamo dell’estate sul litorale comacchiese, offrendo un’alternativa alle giornate trascorse sulla spiaggia. L’impianto disponeva, sin dalla sua creazione, di spazi dedicati all’attività fisica e al benessere, spogliatoi, servizi igienici e un bar con cucina. Dopo un lungo periodo di inattività, nel 2019 l’Aquarama aveva conosciuto un tentativo di rinascita. La riapertura aveva però coinciso quasi subito con la pandemia, che aveva imposto restrizioni e limitazioni proprio negli anni decisivi per il nuovo progetto.

Ora toccherà al Comune decidere quale destinazione attribuire all’intera area. Fra le possibilità, quella di una spiaggia libera attrezzata rivolta a categorie particolari di turisti, comprese persone con fragilità motoria, oppure la realizzazione di una Bau Beach. Resta anche il problema della bonifica e dello smaltimento di ciò che rimane delle vecchie strutture. Gli imponenti scivoli sono oggi ridotti a rottami, mentre gran parte dell’impianto necessita di essere riqualificata. Per l’Aquarama, simbolo di un’epoca del turismo dei Lidi, si chiude così definitivamente la parentesi della gestione familiare. 

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