La Nuova Ferrara

Il caso

Ostellato, licenziamenti collettivi in Bompani: a casa 60 dipendenti su 77 totali

Davide Bonesi
Ostellato, licenziamenti collettivi in Bompani: a casa 60 dipendenti su 77 totali

È stato sottoscritto l’accordo. La proprietà vuole dismettere tutto

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Ostellato Oltre tre quarti dell’attuale personale non lavorerà più alla Fox Bompani. Dopo le prime rinunce volontarie di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi, sabato 10 ottobre è stato sottoscritto l’accordo, che dà il via al piano di licenziamenti collettivi, il quale riguarderà ben 60 degli attuali 77 dipendenti dell’azienda ostellatese, ma con l’intenzione della proprietà di dismettere la produzione in toto.

“La procedura di licenziamenti collettivi (Legge 223/1991) attivata dall’azienda Fox Bompani in data 30 giugno 2026 ha portato a un accordo sottoscritto in data 10 ottobre 2026, da tutte le sigle sindacali rappresentative in azienda, compresa la Fiom Cgil di Ferrara”. A renderlo noto la stessa Fiom Cgil con una nota, nella quale si precisa come “Gli esuberi dichiarati dall’azienda sono 60 su un totale di 77 dipendenti in forza al momento dell’apertura della procedura; la stessa ha manifestato la necessità di dismettere l’intera produzione”.

Nei giorni scorsi, precisamente giovedì 1 ottobre, presso la sede di Confindustria tutte le sigle sindacali firmatarie dell’accordo hanno siglato le singole conciliazione di chi ha aderito a quella data; “l’accordo prevede però la possibilità di manifestare la volontà a non opporsi al licenziamento entro il 15 ottobre”. Relativamente a questo incontro, avevamo scritto che Fiom era stata l’unica a non sottoscrivere l’accordo: “Da sempre la Fiom è rimasta al fianco dei lavoratori, condividendo con loro ogni azione messa in campo nel tentativo di salvaguardare i posti di lavoro, nonostante l’azienda non abbia a tutt’oggi provveduto a saldare i crediti nei confronti dei lavoratori che hanno cessato negli ultimi cinque anni e nei confronti dei lavoratori ancora in forza”.

Fino al 15 ottobre, dunque, chi lo vorrà potrà firmare il modulo per l’uscita volontaria e restare poi in azienda fino al 14 novembre, giorno ultimo per la chiusura del rapporto, mentre fino al 31 dicembre sono attivi gli ammortizzatori già riconosciuti. Ma il destino della storica azienda ostellatese, al netto di nuove commesse in arrivo dall’estero (Emirati Arabi, in particolare), pare ormai segnato.

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