«Il profilo di El Koudri tipico degli incriminati per terrorismo»
Depositata la consulenza del dottor Bergoglio nominato dall’avvocato Deborah De Cicco
MODENA. «Il profilo» di Salim El Koudri «mostra le medesime caratteristiche riscontrate in altri casi di radicalizzati condannati per terrorismo jihadista.
Parola di Francesco Bergoglio Errico, esperto analista in tema di terrorismo jihadista, autore del libro “Anatomia del jihadismo in Italia” nominato consulente dall’avvocata Deborah De Cicco, che tutela Giovanni, il fratello di Monica Esposito, morta dopo due mesi di agonia dopo la strage del 16 maggio in centro a Modena. La corposa consulenza di un’ottantina di pagine è stata depositata ieri.
L'intervento
«Ho richiesto formalmente con una memoria la trasmissione degli atti del procedimento penale a carico di El Koudri per competenza dalla Procura di Modena alla Procura di Bologna, Direzione Distrettuale Antiterrorismo - spiega l’avvocato De Cicco - a fronte della eccellente consulenza tecnica di parte contestualmente depositata redatta dal nostro consulente dottor Francesco Bergoglio Errico, analista esperto in tema di terrorismo e radicalizzazione, che ha inquadrato la strage di Modena del 16 maggio in un attentato terroristico secondo la sua esperienza professionale e accademica. La consulenza tecnica e il mio scritto difensivo sono stati anche inviati alla stessa Dda di Bologna e alla Direzione Nazionale Antiterrorismo per le dovute verifiche».
Il consulente Bergoglio afferma che «alla luce dell’analisi del materiale probatorio ricevuto ritengo di poter affermare che il profilo di Salim El Koudri è pienamente compatibile con quello di un soggetto radicalizzato, che ha operato con odio profondo verso i cristiani e l’Italia».
Questa è la premessa del consulente. «Il profilo mostra le medesime caratteristiche riscontrate in altri casi di radicalizzati condannati per terrorismo jihadista - prosegue -. Tra queste troviamo il tipico sentimento delle seconde generazioni poi radicalizzate chiamato in gergo “doppia assenza”. Un soggetto che non si sente appartenente né alla cultura di origine, quella marocchina, né alla cultura prevalente del Paese in cui è nato e cresciuto».
Nel dettaglio
Le ricerche sul web tre mesi prima dell’attentato, ma anche qualche anno fa «sono compatibili con il classico percorso più o meno lento di auto-indottrinamento, tipico di chi si radicalizza in autonomia senza contatti con terroristi», prosegue il dottor Bergoglio Errico -. Queste ricerche infatti palesano un coinvolgimento profondo di El Koudri verso concetti e argomenti tipicamente riscontrabili nelle indagini per terrorismo di cui mi sono occupato. Più precisamente, le ricerche online non solo erano volte a un notevole interesse ideologico verso l’Isis, ad Abu Bakr al-Bagdadi e al giuramento, ma erano anche finalizzate alla comprensione del funzionamento delle armi da sparo e all’utilizzo di coltelli. Inoltre, El Koudri ha anche visionato articoli di attentati svolti sia con coltello che con autoveicolo, i quali possono considerarsi fonte di ispirazione e preparazione materiale e psicologica per l’indagato».
El Koudri, indica il consulente, ha anche effettuato ricerche sull’11 settembre e su Osama bin Laden, «inclusa la sua famosa dichiarazione del jihad contro gli ebrei e i Crociati. È stato anche trovato un indirizzo mail creato da El Koudri, “youknow.11.9.2001@...”. . Ha ripreso i discorsi del noto terrorista Al Bagdadi. L’indagato ha effettuato ricerche anche sui canti nasheed che richiamano chiaramente l’estremismo islamico, come quella dal titolo “Sawarim Djihad” che può tradursi come "spade del jihad”.
È definito «estremamente rilevante» anche il ritrovamento da parte della società Meta di un profilo Instagram creato da El Koudri in cui ha «postato il 24 aprile 2026 la bandiera nera associata all’Isis (a lato). Anche questo risulta essere un tipico gesto che si riscontra con frequenza nei casi di soggetti incriminati per terrorismo - argomenta Bergoglio Errico -. Oltre alla compatibilità del profilo di El Koudri con l’estremismo islamico, l’analisi permette di affermare che anche la strage del 16 maggio è compatibile con il medesimo tipo di estremismo. Infatti, la strage è da ritenersi pienamente un atto di terrorismo di matrice jihadista, volto a uccidere quante più persone possibili e volto alla ricerca della morte e del martirio».
Le conclusioni sono che il modo di agire di El Koudri è «lo stesso modus operandi già visto in altri attentati fatti da persone legate o influenzate dall’ideologia jihadista, ma troviamo anche gli elementi tipici del cosiddetto “calcolo terroristico”: il bersaglio è altamente simbolico visto che la via Emilia è la strada più importante di Modena e dell’intera regione; il bersaglio (la via Emilia) è pienamente accessibile con i mezzi nella disponibilità di El Koudri e non presenta(va) alcuna barriera anti-intrusione veicolare».
« Ancora, è importante anche la scelta del giorno e dell’orario, sabato 16 maggio 2026 intorno alle 16.50. Questa scelta è infatti indirizzata al fine di uccidere più possibile. Tali risultanze permettono anche di sostenere che El Koudri ha pianificato in anticipo - con premeditazione, con calcolo terroristico - la strage del 16 maggio», conclude il consulente.
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