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La protesta

Ferrara, malcontento in zona Gad: «Degrado palese, Giunta così non va»


	Polizia in zona Gad (foto archivio)
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Polizia in zona Gad (foto archivio)

I residenti preparano esposto e manifestazione e c’è chi invoca il ritorno di Naomo Lodi

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Ferrara I residenti di via Nazario Sauro, piazzale Stazione, viale IV Novembre e parco Enrico Toti, in zona Gad tornano a denunciare «una situazione che, anziché migliorare, nelle ultime settimane è ulteriormente peggiorata». E lo fanno con un nuovo esposto che, spiegano, «verrà formalmente depositato presso le autorità competenti, affinché quanto segnalato possa essere oggetto delle necessarie verifiche e degli opportuni interventi». Preparandosi inoltre a organizzare «una manifestazione pubblica e pacifica, con l’obiettivo di richiamare ulteriormente l’attenzione delle istituzioni, degli organi di informazione e della cittadinanza sulle condizioni di sicurezza, degrado e vivibilità dei nostri quartieri».

Divrse le criticità segnalate dai residenti. In via Nazario Sauro «lo spaccio sembra ormai essersi stabilizzato. Secondo quanto osserviamo quotidianamente, persone che riteniamo svolgano il ruolo di vedette per gli spacciatori sostano persino sotto i nostri balconi, con una tranquillità che lascia sconcertati». Il degradarsi della situazione, proseguono, è evidente al parco Enrico Toti, dove «soltanto due anni fa era frequentato da bambini, genitori e famiglie», mentre ora è caratterizzato da bivacchi e movimenti «che riteniamo riconducibili allo spaccio di sostanze stupefacenti a qualsiasi ora del giorno». E sotto i portici di fronte allo stesso parco («trasformati in orinatoi a cielo aperto») sono stati notati anche «gruppi di giovani che creano disturbo, anche accompagnati da cani lasciati senza guinzaglio». In viale IV Novembre, invece, i residenti segnalano «nei pressi di un pub e di un market, un continuo via vai di persone e movimenti sospetti che chiediamo vengano verificati dalle forze dell’ordine». Venerdì inoltre alcuni residenti sono stati testimoni di una rissa «accompagnata da urla e schiamazzi, degenerata, secondo quanto riferito, anche nel lancio di bottiglie».

E se alla Polizia Locale si chiede «di intervenire e sanzionare chi lascia circolare i cani senza guinzaglio, nei casi previsti dalla normativa, soprattutto nei parchi, sotto i portici e nelle aree frequentate da famiglie e bambini», è necessaria - sottolineano i residenti - un’azione istituzionale e politica più incisiva: «Tempo fa abbiamo visto l’assessore Coletti attraversare il quartiere accompagnata dal Questore. Prendiamo atto di quella visita istituzionale, ma ci chiediamo quali interventi concreti e continuativi siano seguiti. Una visita, per quanto importante, non può cancellare due anni durante i quali, a nostro giudizio, le richieste dei residenti non hanno ricevuto risposte adeguate. Non chiediamo passerelle. Chiediamo sicurezza, controlli costanti e risultati verificabili». I residenti si dicono stanchi «di non vedere risultati duraturi», e fanno sapere che «in questi mesi abbiamo continuato a confrontarci settimanalmente con Nicola Lodi, che abbiamo trovato presente e disponibile ad ascoltare le nostre segnalazioni» riconoscendo all’ex vicesindaco il fatto di aver seguito «direttamente le problematiche della sicurezza cittadina» e aver «contribuito a restituire tranquillità al quartiere». La conclusione suona come un “ultimatum” al sindaco Fabbri e alla Giunta: «Valuti concretamente il ritorno di Lodi a un ruolo operativo sui temi della sicurezza, nel rispetto delle competenze e delle procedure previste».

E nel frattempo, «continueremo a chiedere conto delle risposte ricevute, oggi e in futuro, anche quando arriverà il momento di valutare l’operato dell’amministrazione alle elezioni del 2029». Perché «non vogliamo più interventi occasionali. Chiediamo un presidio costante del territorio, verifiche sulle attività sospette, controlli nei parchi e sotto i portici, interventi contro lo spaccio e un confronto periodico coi residenti. Molti di noi avevano riposto fiducia in questa amministrazione, siamo delusi e amareggiati».

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