Caro carburante, a Ferrara preoccupazione ma nessuna protesta
Le associazioni di categoria: «Situazione critica, speriamo nelle promesse del Governo»
Ferrara Sono giorni di proteste e tumulti per il comparto dell’autotrasporto, specialmente nelle regioni del Sud Italia. L’insostenibile peso del caro carburanti ha fatto esplodere in maniera spontanea il malcontento dei piccoli imprenditori che ormai da giorni manifestano bloccando alcuni cruciali nodi delle autostrade che consentono alle merci di arrivare nel settentrione e viceversa. Queste proteste si ripercuotono sull’approvvigionamento di negozi e supermercati, che proprio nel meridione iniziano a vedere sempre più scaffali non riforniti.
Al momento la situazione è ancora sotto controllo nel Ferrarese dato che gli autotrasportatori non sono entrati in stato di agitazione. Parliamo di un comparto che conta circa 680 aziende sul territorio provinciale, tra le quali anche realtà con fatturati ad otto cifre come Cafa (Consorzio Autotrasportatori Ferraresi Artigiani), Cft (Consorzio Ferrara Trasporti) oppure Fratelli Benazzi di Codigoro. Un settore consistente che, considerando trasporto terrestre, marittimo e servizi di corriere e postali impiega circa 2.600 addetti sull’intero territorio provinciale.
«La situazione è pesante ed il settore è indubbiamente in sofferenza – spiega Giorgio Poltronieri, presidente di Fita Cna Ferrara –. Il caro gasolio purtroppo incide sui bilanci economici delle imprese di trasporto, soprattutto per quanto riguarda quei piccoli imprenditori che si occupano di trasporto puro». «Nel nostro territorio – prosegue Poltronieri – le associazioni di categoria hanno deciso di non procedere ad azioni di fermo così eclatanti anche se, fino a pochi mesi fa, avevamo il sentore che potesse essere un’ipotesi affatto da non scartare. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni nel tavolo aperto con il ministro Salvini. Purtroppo abbiamo pochi strumenti di protesta alternativi, se non appunto quello di fermare tutto. Del resto il costo del carburante è aumentato del 30% negli ultimi mesi».
Anche il segretario provinciale Fai (Federazione autotrasportatori italiani) Giuseppe Montagnese analizza puntualmente la situazione: «Ci sono diverse criticità. Oggi (ieri per chi legge; ndr) ci sono state fatte alcune promesse dal ministro Salvini. Parliamo del credito d’imposta per l’acquisto del gasolio e un intervento di calmiere sui prezzi del carburante sull’extrarete ovvero dove gli autotrasportatori lo acquistano. Ci aggiorneremo poi nuovamente il 27 ottobre per valutare l’efficacia di queste novità». Contesti differenti hanno portato a reazioni differenti: «Al Sud – aggiunge Montagnese – si sono verificati tanti fermi e blocchi del tutto spontanei, non organizzati da associazioni. In quel territorio si trova anche un’economia diversa, con meno tutele rispetto alle imprese del Nord anche dal punto di vista contrattuale». Tutto regolare quindi sul fronte dei servizi: «Non ci sono stati disguidi o interruzioni delle attività per quanto ci riguarda. Restiamo alla finestra per valutare come si evolverà la situazione. Di certo, ci aspettiamo miglioramenti nel breve termine».
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