La Nuova Ferrara

Il caso

«Mi ha tolto gli ovociti e li ha dati a Belen, sua figlia è mia». Donna di Copparo condannata per stalking

Daniele Oppo
«Mi ha tolto gli ovociti e li ha dati a Belen, sua figlia è mia». Donna di Copparo condannata per stalking

La 34enne perseguitava una dottoressa specializzata in chirurgia plastica accusandola di averle rubato il materiale biologico, successivamente oggetto di un traffico illecito che avrebbe portato fino alla showgirl

2 MINUTI DI LETTURA





Copparo Un anno e due mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti di una dottoressa specializzata in chirurgia plastica. È la pena inflitta dal tribunale alla donna moldava di 34 anni, residente a Copparo, finita a processo per una serie di condotte persecutorie quanto bizzarre

“La figlia di Belen è mia”

Al centro del procedimento c’era infatti una vicenda che negli anni aveva attirato l’attenzione per via delle accuse formulate dall’imputata contro medici, strutture sanitarie e perfino contro la showgirl Belen Rodriguez: quella che, nel corso di operazioni chirurgiche, le fossero stati sottratti a sua insaputa ovociti e gameti, successivamente oggetto di un traffico illecito. Da questa convinzione è nata una prolungata attività sui social, con video, post, commenti e messaggi privati rivolti alla vittima. In quei contenuti sosteneva che la figlia della dottoressa fosse in realtà sua e accusava la professionista e il suo compagno di essersi appropriati del suo materiale biologico. La stessa teoria era stata estesa anche a Belen Rodriguez. In numerosi video pubblicati online, l’imputata sosteneva che la showgirl avesse utilizzato illegalmente i suoi ovociti per avere una figlia e rivendicava la maternità della bambina.

Stalking

Nel processo conclusosi con la sentenza di ieri, tuttavia, il focus era concentrato sulle condotte rivolte alla dottoressa. Per l’accusa, la reiterazione delle accuse sui social, la pubblicazione di contenuti riferiti alla figlia della professionista, i commenti sotto i profili online e i contatti diretti hanno provocato nella vittima un perdurante stato di ansia e timore, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita. Una ricostruzione che il tribunale ha ritenuto provata, arrivando alla condanna per stalking.

La pm Barbara Cavallo aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, ma anche il riconoscimento di una parziale incapacità di intendere e di volere dell’imputata, sulla scorta della consulenza effettuata dallo psichiatra Luciano Finotti. Il tribunale non ha aderito a questa richiesta. La parte civile era assistita dall’avvocato Davide Bertasi, mentre l’imputata era difesa dall’avvocata Serena De Pellegrin.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google