Scuole in allarme a Cento: una giornata tra chat, petardi e vigilanza
Nei messaggi si incitavano violenze alle ragazze, alcune sono rimaste a casa. Un gruppetto di giovanissimi entra nel centro commerciale: allontanato
Cento Le prime segnalazioni erano arrivate già lunedì, sui telefoni di studenti, genitori e insegnanti. Messaggi inoltrati nelle chat scolastiche di Cento e Ferrara annunciavano per martedì nuove azioni violente dopo i disordini di sabato. Alcuni parlavano di squadre di giovani provenienti da Bologna, altri di intenzioni vandaliche con incendi, petardi e armi, altri arrivavano addirittura a ipotizzare aggressioni e violenze alle studentesse (ha girato anche una lista e alcune hanno poi scelto di non presentarsi a scuola per un legittimo timore); circolavano anche immagini di presunti avvisi con il logo del Comune di Cento, la cui autenticità non risultava verificata. In poche ore l’allarme si è diffuso tra le famiglie e insegnanti, insieme all’invito a evitare di parcheggiare nelle strade vicine agli istituti.
Dispositivo vigilanza
Alle 7 è scattato il dispositivo di vigilanza: il sindaco Edoardo Accorsi e il comandante della Polizia locale hanno seguito la situazione fin dalle prime ore, pattuglie dei carabinieri e della Polizia locale hanno presidiato gli ingressi e i percorsi degli studenti. Presenti sul territorio anche pattuglie dei carabinieri e della Finanza. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle aree del Bassi Burgatti e delle Taddia, interessate dai disordini del fine settimana. Le forze dell’ordine hanno raccolto le informazioni in arrivo e monitorato i movimenti.
In realtà all’arrivo degli studenti, davanti all’istituto tecnico sono stati solamente accesi alcuni fumogeni e fatti esplodere pochi petardi e fortunatamente non sono seguiti episodi gravi. Buona parte dei ragazzi è entrata regolarmente negli edifici - è stato eseguita una cernita per evitare infiltrazioni di giovani esterni - mentre fuori è rimasto un gruppo di alcune decine di giovani. I carabinieri successivamente hanno seguito gli spostamenti di una decina di ragazzi dall’area del Bassi Burgatti verso le Taddia e successivamente in direzione del centro commerciale Cento Due. I negozi sono infatti ormai nel mirino dei vandali e il timore è che volessero procedere con un saccheggio. Il gruppo è infatti entrato nell’area commerciale ma è stato intercettato dai carabinieri (arrivati su due lati) che i ragazzi volevano eludere. E non si sono registrati gli incidenti descritti nei messaggi diffusi nelle ore precedenti, rivelatesi poi mirati creare il panico.
Aule e corridoi
Dentro le scuole, nel frattempo, la tensione è rimasta alta: nelle chat di classe e nei gruppi dei genitori hanno continuato a circolare segnalazioni di presunti disordini, spesso senza riscontri. Anche tra il personale scolastico sono stati inoltrati avvertimenti che hanno alimentato la preoccupazione; in alcuni casi, per prudenza, gli studenti sono stati trattenuti dentro gli istituti durante l’intervallo. Sui social alcuni genitori hanno scritto di essere andati a prendere i figli prima della fine delle lezioni. Per tutta la mattinata il presidio è rimasto attivo e la cautela è rimasta alta. Agli avvisi che continuavano a rimbalzare sui telefoni non hanno corrisposto nuove manifestazioni di violenza della portata annunciata. Le istituzioni, a partire dal sindaco, hanno riferito che la situazione era sotto controllo, mentre continuavano le verifiche sulle segnalazioni. Il presidio e il monitoraggio hanno consentito di seguire gli episodi isolati senza che degenerassero.
Clima teso
È chiaro che il clima di allerta sia nato dai fatti di sabato scorso, quando una mobilitazione studentesca aveva provocato danneggiamenti e tensioni nelle aree degli istituti superiori; le immagini diffuse nel fine settimana, anche da altre città, hanno accresciuto l’apprensione. Su questa situazione si sono innestati messaggi anonimi, screenshot e avvisi dal contenuto sempre più grave. Non è stato accertato che dietro agli inoltri vi fosse una realtà di giovani capace realmente di mettere in atto le azioni annunciate. Anche le motivazioni del piccolo gruppo rimasto fuori dalle scuole sembrano legate più a una visibilità goliardica che a una vera e propria emulazione dei fatti di cronaca delle grandi città. Il bilancio a fine giornata, sul piano dell’ordine pubblico, dunque si è limitato ai fumogeni e ai petardi della prima parte della mattina. Più ampia è stata la ricaduta dell’allarme sulla comunità scolastica. Dalle autorità è arrivato l’invito a verificare la provenienza delle notizie prima di rilanciarle e a segnalare elementi concreti alle forze dell’ordine.
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