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Bolkestein e nuove concessioni ai Lidi, le novità sul bando: ecco regole e strategie

Matteo Ferrati
Bolkestein e nuove concessioni ai Lidi, le novità sul bando: ecco regole e strategie

Notizie rassicuranti all’incontro tra Confesercenti, Comune e imprenditori. Santoni (Fiba): «L’offerta economica varrà molto meno di esperienza e storicità»

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Lido Estensi Ancora tanta incertezza, pochi punti fermi e il tempo che passa inesorabile. Si potrebbe riassumere così l’incontro di ieri pomeriggio, 21 ottobre, al ristorante Le Vele di Lido Estensi, tra Confesercenti Ferrara, Fiba Confesercenti, rappresentanti dell’amministrazione comacchiese e imprenditori balneari. Ma qualche nota lieta sembra esserci. Al centro del discorso, la tanto attesa applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni demaniali.

Ad aprire le danze è stato Leonardo Fabbri, presidente Confesercenti Ferrara, che ha ringraziato i presenti. «Siamo qui per parlare del futuro delle vostre imprese e, per molti di voi, del futuro delle vostre famiglie - afferma Fabbri -. Oggi siamo all’imbuto finale e ci dobbiamo confrontare con quanto disposto dalla legge 118, cercando di portare a casa il risultato meno peggiore. Il bando tipo in corso di definizione ci sta lanciando qualche salvagente, ad esempio l’equo indennizzo, che sappiamo non essere la soluzione ottimale in caso di perdita della titolarità. Molto importante sarà il bando che andrà a pubblicare il comune di Comacchio, che dovrà tenere ben presente la realtà delle varie località balneari per garantire continuità nei servizi turistici. Abbiamo comunque ancora una "porta socchiusa” che ci porterebbe a esclusione dall’applicazione della direttiva Bolkestein, e cioè la scarsità di risorse».

In effetti, qualcosa sembra muoversi. Il bando tipo nazionale, che dovrà essere il riferimento usato anche dal Comune di Comacchio nel caso in cui l’Ente non dovesse riuscire ad evitare la strada delle riassegnazioni (ma l’assessore al Demanio, Johnny Sabadin, ha ribadito chiaramente che l’amministrazione sonderà ogni terreno possibile per non arrivare al bando), sembra vicino alla sua ultima versione. E come ha spiegato Riccardo Santoni, coordinatore regionale Fiba Confesercenti, questo bando tipo rinnovato presenta diversi aspetti che potrebbero portare gli attuali proprietari di stabilimento a sorridere.

Innanzitutto, la presentazione della bozza in conferenza Stato-Regioni sarebbe dovuta avvenire oggi, ma sarà prorogata, forse di una settimana. Ma veniamo al contenuto. Il bando tipo sarà strutturato a punteggio: chi parteciperà al bando sa che dovrà raggiungere un massimo di 100 punti. Di questi, buona parte è composta dall’offerta tecnica, dalla qualità dei servizi presentati nel progetto. E ciò considera aspetti come la professionalità, l’impegno al risparmio energetico, l’accessibilità dello stabilimento, il fatto che - per imprenditore e dipendenti - quello sia l’unica fonte di sostentamento... insomma, vari parametri (ognuno con un peso specifico) che possono portare, se sommati, ad un massimo di 90 punti su 100. I restanti 10 punti sono legati all’offerta economica, dunque il puro rilancio.

«È evidente - afferma Santoni - che il bando così proposto sia molto sbilanciato sulle qualità professionali e individuali degli attuali concessionari o degli eventuali concorrenti. Ciò premia la storicità, perché molti punti saranno garantiti dall’esperienza. E poi, quando entrerete in possesso della versione definitiva del bando tipo, potrete avviare un piano di investimenti per eccellere nel punteggio e "garantirvi” la riassegnazione della concessione», dice Santoni rivolto ai balneari.

Qualche punto deve però essere chiarito, a partire dalla durata delle nuove ed eventuali (il condizionale è sempre d’obbligo) concessioni: al momento, si parla di un minimo di 5 anni fino a un massimo di 20. L’altra novità importante riguarda gli indennizzi, cioè la cifra dovuta nel caso in cui il balneare non dovesse riuscire ad ottenere la riassegnazione. Inizialmente, gli indennizzi previsti erano deludenti perché prevedevano il recupero della parte di investimenti ancora da ammortizzare. «Vista la fase di incertezza, quasi nessuno a Comacchio ha investito sui propri bagni negli ultimi anni: ciò significa che i residui da ammortizzare sarebbero stati pochi e che, in caso di mancata riassegnazione, l’ex titolare si sarebbe ritrovato con un pugno di mosche». Qui sta la novità: «Il valore del manufatto potrà essere calcolato da periti (nominati dal Comune) al costo di "riproduzione”, ovvero il costo della struttura come se fosse da ricostruire. Ovviamente servirà un sopralluogo che verifichi lo stato di conservazione dello stabilimento». In concreto, «Chi vi dovesse sostituire non vi dovrebbe più soltanto il valore residuo da ammortizzare, ma il costo di riproduzione della struttura: una novità che deve essere vista come un tentativo di scoraggiare eventuali concorrenti esterni a venire a gareggiare». Ciò non toglie che il Comune di Comacchio si impegnerà a scongiurare la necessità del bando, a partire da un’arma: la scarsità di risorse.

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