La Nuova Ferrara

“Il futuro in gioco”, a Ferrara si parla dello sviluppo dei giovani calciatori

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“Il futuro in gioco”, a Ferrara si parla dello sviluppo dei giovani calciatori

FERRARA (ITALPRESS) – Si è aperta questo pomeriggio a Ferrara la due giorni di “Il futuro in gioco”, il convegno promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti nell’ambito di “Quarto Tempo”, dedicato alla valorizzazione dei giovani calciatori e al rafforzamento del dialogo tra calcio dilettantistico e professionistico. Un tavolo tecnico che ha riunito la governance nazionale e territoriale della Lnd, i vertici della Lega Pro e i rappresentanti del Club Italia Figc per avviare una riflessione condivisa sulle prospettive per favorire la crescita dei talenti. Al centro, il ruolo delle società dilettantistiche e dei territori nei percorsi di formazione, insieme alla possibilità di rendere più efficace il raccordo con il calcio professionistico. Il confronto ferrarese – in programma anche sabato mattina al Notorius Cinema per altri talk dedicati alla Serie D, ai campionati di Eccellenza e Promozione e all’attività delle rappresentative Lnd – rappresenta un primo passaggio di un percorso di analisi e programmazione che assume come riferimento le linee guida federali per lo sviluppo dei giovani e la Riforma Zola. Ad aprire il talk, moderato dal giornalista Sport Mediaset Massimo Callegari, i contributi del presidente della Lnd Giancarlo Abete, del presidente della Lega Pro Matteo Marani e dell’assessore allo Sport di Ferrara Francesco Carità. Il programma dell’evento ha vissuto il suo momento centrale con il collegamento da remoto di Gianfranco Zola. Il vicepresidente vicario della Lega Pro ha illustrato con chiarezza alla platea i principi e le finalità della riforma che porta il suo nome, approfondendone il valore strategico per il futuro del movimento. In chiusura, spazio interamente focalizzato sullo sviluppo dei giovani talenti all’interno del modello Club Italia Figc. A guidare il dibattito il ct della Nazionale Under 21 Silvio Baldini e il coordinatore delle nazionali giovanili Maurizio Viscidi. “Incontri di questo tipo sono fondamentali per rafforzare il senso di comunità del mondo dilettantistico, che deve crescere unito insieme alla sua classe dirigente diffusa su tutti i 7.894 comuni italiani – ha sottolineato Abete – La presenza dei componenti dei comitati regionali, provinciali, dei dipartimenti e delle divisioni è essenziale per affrontare insieme il tema centrale della valorizzazione dei giovani. Viviamo una fase complessa in cui i risultati delle nazionali giovanili dimostrano la qualità del nostro movimento, ma i giovani faticano a trovare spazio nei club maggiori rispetto ad altre realtà europee. Nel mondo professionistico non è possibile imporre obblighi rigidi sul loro impiego. Al contrario, nel mondo dilettantistico – dove dal 1° luglio 2023 sono operativi i contratti di lavoro autonomo che attualmente interessano 40.000 tesserati tra tutti i campionati dilettantistici – è possibile inserire obblighi normativi senza i vincoli comunitari del lavoro dipendente”. “In Serie D – ha proseguito Abete – l’obbligo dei tre giovani è storico, mentre in Eccellenza e Promozione l’abbiamo ripristinato dall’anno scorso, affiancandolo però a una premialità per i club che utilizzano ancora più giovani. Il nostro obiettivo è far dialogare e crescere in sinergia tutto il sistema, collegando la realtà di vertice del calcio italiano con la grande base della piramide dilettantistica e giovanile. Qui si inserisce la volontà di andare in direzione di un rapporto sempre più stretto tra Club Italia e le nostre rappresentative, al fine di creare assi significativi e un maggior collegamento tra vertice e territorio”. “Il tema centrale è quello dei vivai, che devono essere al centro del progetto – le parole di Marani – Questa centralità negli anni è stata persa di vista, noi con la Riforma Zola abbiamo trovato una soluzione per incentivare lo sviluppo dei giovani, per avere degli impianti efficienti e moderni e per alzare la qualità di insegnanti ed educatori. Serve coraggio, i giovani vanno aiutati e soprattutto aspettati, in Italia siamo indietro rispetto a Francia o Spagna. Con la Lnd la collaborazione è proficua, siamo una filiera importante e abbiamo campionati collegati che lavorano in sinergia. Se le basi del calcio come C e D migliorano ne trae giovamento tutto il calcio italiano”. Zola ha ricordato che “la riforma nasce da un confronto iniziale con il presidente Marani e dalla comune consapevolezza della necessità di intervenire sul settore giovanile. E’ diventato indispensabile creare un sistema che aiuti i club a investire concretamente sui giovani, sulle strutture e sugli allenatori. La riforma nasce proprio per supportare le società affinchè dedichino risorse al vivaio. Bisogna dare fiducia ai ragazzi, accettando i loro errori, l’intento del nostro lavoro non è soltanto quello di formare futuri campioni per il professionismo, ma soprattutto di garantire a tutti i ragazzi un percorso sano che possa aiutarli a crescere, nello sport e nella vita”. “Penso che il calcio italiano disponga di grandi talenti, come dimostrano i successi della Nazionale Under 17, campione d’Europa, e i numerosi esordienti lanciati in Under 21 – ha detto invece Baldini – Anche la classe dirigente gioca un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo dei giovani. Servono figure guidate da coscienza e passione, capaci di credere fermamente nei ragazzi e di vederli come una risorsa imprescindibile. In questo percorso, il calcio dilettantistico rappresenta una base fondamentale e aperta a tutti, un trampolino di lancio verso il professionismo che ha visto campioni come Zola muovere i loro primi passi. Sono fiducioso che la riforma legata a lui possa portare a un cambiamento positivo e duraturo”. Viscidi ha sottolineto che “insieme ad Andrea Cardone e Simone Perrotta stiamo lavorando su un modello di lavoro unico per tutti i ragazzi, con l’obiettivo di realizzare un progetto a livello nazionale che coinvolga anche i dilettanti, poichè riteniamo fondamentale il loro pieno coinvolgimento. Vogliamo creare un modello uniforme ed efficace, adatto a tutte le fasce d’età – dai 5-7 anni fino ai 12-14 anni – per definire linee guida di qualità che saranno messe a disposizione dalla Lnd. Forniremo tutta l’assistenza e il supporto formativo necessari agli allenatori che metteranno in pratica questo metodo, ma ci tengo a fare una preghiera: sebbene noi si faccia tanto, la vera differenza la fanno i dirigenti e l’impegno dei club, proprio come è avvenuto in Lega Pro dove la qualità del lavoro svolto dalle società ha fatto la differenza. Per fare un lavoro di qualità servono risorse, ma serve soprattutto la volontà di fare le cose nel modo giusto, con lo spirito corretto”. “Come amministrazione abbiamo investito molto sullo sport e sui giovani – la chiosa di Carità – Appuntamenti di livello nazionale come questo, portano Ferrara al centro del calcio italiano e siamo orgogliosi che la Lega abbia scelto la nostra città per quest’anno e per il 2027, anno in cui Ferrara sarà Città Europea dello Sport, riconoscimento importantissimo ottenuto da ACES Europe a cui teniamo molto e su cui continueremo a lavorare per il futuro”.

– foto ufficio stampa LND –

(ITALPRESS).

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