La Nuova Ferrara

L’intervista

Caso kartodromo, Fabbri: «Le mafie non avranno terreno fertile a Ferrara»

Francesco Dondi
Caso kartodromo, Fabbri: «Le mafie non avranno terreno fertile a Ferrara»

Parla il sindaco: «Non abbiamo ricevuto alcun atto. Voglio sapere cos’è accaduto nella vicenda kartodromo»

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Ferrara «Le mafie non troveranno terreno fertile nei loro tentativi di infiltrazione». Lo scandisce più volte il sindaco Alan Fabbri. Si tratta di una dichiarazione d'intenti che persegue da anni, come tiene a ricordare quando, da sindaco di Bondeno, partecipò più volte ai primi tavoli che mettevano in guardia sul business della ricostruzione post terremoto. C'è però anche un numero che ricorre: 10.000 bandi attivati dal 2019 a oggi.

Sindaco, perché lunedì non è andato in Consiglio?

«Avevo degli appuntamenti già in programma. Inoltre, non avevo nulla da aggiungere a quanto apparso sulla stampa. Il presidente del Consiglio ha comunque detto ciò che in quel momento si poteva dire».

Scusi, ma non avete ricevuto alcun atto relativo al sequestro del katodromo?

«No, nulla. Non c'è alcuna comunicazione o documento ufficiale che ci dica cosa sta accadendo. Lo apprendiamo dai media».

Ha costituito un gruppo di lavoro formato da Sandro Mazzatorta (Direttore Generale), Giorgio Bonaldo (Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza), il capo di Gabinetto Fabio Bergamini, Cristina Fregnan (Responsabile UO Appalti e Contratti) ed Elena Pelà (Responsabile UO Direzione Generale). Cosa si aspetta?

«Voglio sapere cos’è successo e capire qual è stato l’iter di quanto abbiamo letto. Sarà un gruppo di lavoro che si occuperà di tutti gli accertamenti fin qui svolti. Dal 2019 a oggi, il Comune di Ferrara ha seguito circa 10.000 bandi di gara. Parliamo di situazioni milionarie, appalti PNRR, importanti realizzazioni e, mi perdoni, si vuole forse dire che per un kartodromo un’intera struttura è permeabile? Voglio avere risposte certe, ufficiali e concrete».

Ma in cosa consisterà nel dettaglio?

«Si farà una cronistoria di quel periodo, ovvero della fase compresa tra la prima e la seconda consiliatura. Si analizzeranno gli atti e i documenti e ogni elemento utile verrà preso in esame. Ma mi permette di dire una cosa?».

Certo, prego.

«Lo dico chiaramente: le organizzazioni criminali non troveranno mai terreno fertile a Ferrara. La macchina comunale non può essere permeabile, deve essere ben chiaro. Lo ripeto da anni, ogni volta che sono relatore di convegni o che li seguo: dobbiamo fare di tutto perché ciò non accada, poi però...».

In questo caso, un'associazione sportiva dilettantistica neo costituita si è aggiudicata un appalto. È questo il nuovo modo per aggirare i controlli?

«Posso già dire che sono stati acquisiti tutti i casellari giudiziari. Poi, è un tema importante e non da sottovalutare. In questo caso non c’è un imprenditore che è stato avvicinato, ma semmai le indagini lo confermeranno, siamo di fronte a un metodo nuovo per noi. Aspettiamo gli esiti delle indagini, ma prendiamo atto che le ASD meritano la stessa attenzione riservata ad altre società».

Dagli atti risulta che lei avrebbe dovuto essere contattato da un emissario di un’importante famiglia.

«Non ho conosciuto nessuno che mi abbia parlato di kart e non mi risulta alcun rapporto, ma non posso escludere che, tra i tanti incontri della mia attività, possa esserci qualcuno di losco. Di sicuro, e ci tengo a dirlo in modo chiaro, non mi lascio influenzare da un incontro o da una chiacchierata. La trasparenza sulle questioni pubbliche è necessaria e non ci sono favoritismi».

Ha parlato con l’assessore Carità?

«Certo, e le dico una cosa da leghista di vecchia data: ho il sentore che ci sia un pregiudizio diffuso nei suoi confronti a causa delle sue origini siciliane. Forse non ci sarebbe stata un'ondata di sospetti così grande in un caso diverso. Umanamente mi dispiace: Francesco è sempre stato una persona corretta e, da quanto emerge, spero e mi auguro che possa presto chiudere positivamente questa vicenda».

Qualcuno ha chiesto le sue dimissioni, anche se prevale l’anima garantista.

«Non avendo alcun atto giudiziario, faccio fatica ad andare oltre una certezza: non c'è alcun colpevole né imputato, quindi ogni accusa, se esiste, è tutta da dimostrare. Il garantismo è più che doveroso».

C'è un messaggio che vuole recapitare alle opposizioni?

«Bravi, stanno facendo il loro lavoro. Ma li rassicuro che stiamo facendo tutto il necessario per confermare la nostra attenzione e la nostra ricerca della verità. Anche loro hanno avuto vicende simili, penso al Palaspecchi».

Cambio rapidamente argomento: si parla molto del Nucleo anti-maranza.

«Lo stiamo costituendo, vi parteciperanno i nostri Servizi sociali, la Polizia locale e gli avvocati. Ma deve essere flessibile e adattabile alle situazioni che si troverà ad affrontare. I cittadini cercano risposte alle loro insicurezze e, se altre realtà istituzionali non sono in grado di garantire fiducia, allora ci proviamo noi, in qualità di Comune. Credo che si stia facendo il bene della collettività». 

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