Ranzani parla di agonia «Per fortuna è terminata»
Il presidente: ignoro il futuro societario, è Benasciutti che deve informarmi Mister Sassarini saluta: «Esperienza di cui farò tesoro, resta il rammarico»
La stagione 2012/201313 della Spal va in archivio con la brutta sconfitta nell'ultima gara di campionato sul campo della Virtus Castelfranco. A dieci minuti dal triplice fischio il patron Roberto Benasciutti lascia la tribuna dello stadio “Ferrarini”, e con lui Marco Pontrelli, braccio destro di Vincent Candela e futuro d.t. spallino. L'ufficializzazione del passaggio della maggioranza delle quote societarie al gruppo romano pare possa avvenire la prossima settimana. A rappresentare la dirigenza nel dopo partita c'è il presidente Roberto Ranzani: «Per fortuna è finita. La Spal vista oggi, non era la vera Spal. Ormai era diventata un'agonia. E' finita, si riprenderà più avanti». Alla domanda “con chi?”, il presidente biancazzurro risponde: «Questo vorrei saperlo anch'io. Quello che so sulle trattative l'apprendo leggendo i giornali. Mi informerò al momento opportuno». Poi prosegue: «Mi è stato presentato Pontrelli, ma oltre al fatto che mi sembra una persona squisita non posso aggiungere altro. Abbiamo chiacchierato un po' dei calciatori, nulla di più. Delle trattative, ripeto, non so niente. E' Benasciutti che dovrebbe chiamarmi e informarmi». Sul futuro delle sue quote azionarie (il 5%), Ranzani spiega: «Finora nessuno mi ha chiesto nulla». Infine, Ranzani traccia un bilancio della stagione agonistica: «Nonostante tutto penso sia positivo. Ci siamo iscritti in ritardo e per tre quarti del campionato abbiamo lottato per le posizioni che contano. Per ventitre giornate abbiamo avuto una signor difesa che ha subito pochissimo, nelle ultime dieci gare invece siamo crollati. E' chiaro che è venuto a mancare un leader come Nodari, poi si sono aggiunte le note vicissitudini. Ora staremo a vedere cosa succederà».
Saluta Ferrara l'allenatore David Sassarini, che si astiene dal commentare la prova della squadra, ma ringrazia i tifosi, il suo staff e i calciatori: «E' stata un'annata comunque importante per me. Ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di lavorare in una piazza come Ferrara. Ho dovuto affrontare per la prima volta nella mia carriera diverse dinamiche. Ne ho fatto tesoro per il futuro». Poi l'allenatore ha aggiunto: «Ringrazio la gente di Ferrara, i nostri tifosi, che ci sono sempre stati vicini, ci hanno aiutato e capito. Il rammarico, però, resta. Perché questa squadra a fine gennaio volava, poi è successo quello che noi tutti sappiamo. Per la prima volta dopo sette anni a questo punto della stagione non ho vinto un campionato o non sono impegnato in una finale play off». E sul suo futuro ha annunciato: «Ho tre-quattro contatti con squadre di categoria superiore. Spero di entrare al corso di Coverciano, altrimenti dovrò rifare la serie D perché non ho il patentino per allenare tra i professionisti. Saprò qualcosa di più preciso ad inizio giugno. Vorrei aggiungere una cosa sul pubblico di Ferrara. Lascio una città bellissima, con gente stupenda. Nel caso ci incrociassimo da avversari in futuro avrò il cuore combattuto».
Pasquale Matarazzo
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